Politica Interna

Published on aprile 13th, 2014 | by Militant

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1945-2014: resistere oggi e domani più di ieri contro i nuovi fascismi!

25 aprile 14Sono passati 69 anni dal 25 Aprile del 1945 e dalla sconfitta del nazifascismo in tutt’Europa e il magnifico soprassalto della resistenza è stato ovunque sciupato. Il movimento rivoluzionario internazionale ha subito durissimi colpi dall’interno con il revisionismo e all’esterno dal capitalismo. In tutti i paesi le forze comuniste sono state disperse e ogni loro arretramento ha significato un arretramento nei diritti dei lavoratori e di quella parte della popolazione che non fa parte dei pochi privilegiati del sistema. E’ compito dei comunisti oggi la preparazione della popolazione verso un nuovo modello sociale, perché rumoreggia nelle viscere di tutti i popoli e si manifesta con un disagio collettivo la necessità di un cambiamento radicale, rivoluzionario. I governi che richiamano all’unità nazionale e allo sforzo comune in tutt’Europa agiscono in modi diversi ma tutti con un unico obiettivo, rendere i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. I partiti di destra e sinistra vanno a braccetto da tempo per realizzare questo obiettivo e invitano alla moderazione, mentre nelle piazze i governi non risparmiano le folle dai manganelli. Questo ricorso dei lavoratori alla lotta, nonostante l’accordo dei sindacati con gli industriali e la politica, è istinto di sopravvivenza, che noi comunisti vogliamo e dobbiamo trasformare in cosciente strategia per impedire un ritorno ai tempi più remoti della lotta di classe, quando essa veniva combattuta da una sola classe quella capitalista. La lotta di classe c’è e chiunque cerchi di negarla oggi sta sul fronte opposto a quello dei lavoratori e cerca di reprimere il loro slancio rivoluzionario e di mantenerli buoni e schiavi pronti a soddisfare qualsiasi esigenza della patria e dell’imprenditore, pronto poi a fuggire con le linee produttive in altri paesi del mondo. Il 25 Aprile non è quindi solo un ricordo ma una tappa da cui ricominciare per risvegliare e guidare questo istinto alla trasformazione della società e non abbandonare la popolazione sfruttata e precarizzata a chi prospetta una rinascita del sistema capitalista con misure di austerity o di crescita, di moneta nazionale sovrana o servilismo verso il capitalismo americano, cinese o russo. Solo ripensando a come sviluppare la lotta internazionale di tutti i lavoratori, proponendo il socialismo come sistema alternativo e non combattendo contro i mulini a vento possiamo ottenere questo cambiamento tanto necessario. La risposta alla domanda su come cambiare è l’abbandono di qualsiasi illusione di cambiamento moderato, di servilismo verso i politici venduti alle imprese e dei sindacati loro complici, per un’organizzazione sociale fondata sulle masse popolari e che ricordi che la resistenza non è finita e che oggi dobbiamo continuare a combattere e insegnare a combattere alle nuove generazioni che non hanno vissuto quel periodo storico. Il primo passo è l’educazione alla lotta e alla dignità dello studente e del lavoratore, non le elezioni o il mantenimento dell’ordine imposto dal centro di comando del capitalismo europeo. Gridiamo quindi, oggi, come ieri, viva la resistenza! Viva la lotta di classe! Viva il socialismo!

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