Approfondimento

Published on giugno 1st, 2015 | by Militant

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Addio Giulietto, Chiesa in un vicolo cieco

La parabola  discendente di Giulietto Chiesa ha intrapreso una accelerazione esplosiva.
Essa è emblematica di come, smarrendo il senso complessivo del processo storico ed economico nella attuale fase del processo della crisi putrefattiva del capitalismo imperialista, si possa sbarcare nell’opportunismo più squallido. Preciseremo più avanti in che senso usiamo questo termine.
Anche un personaggio come Chiesa che per decenni era apparso come un punto di riferimento per coloro che volessero documentarsi sui processi in atto in URSS prima e sulla Russia poi, si trasforma in un alfiere di una delle potenze imperialiste oggi in gioco sulla scena planetaria.
Cosa offre Chiesa in cambio dell’appoggio all’ imperialismo di Putin?
L’interclassismo assoluto, camuffato da………..lotta per  il recupero della lettera e dello spirito della Costituzione del ’48 !
Ma andiamo con ordine: Giulietto gira per l’Italia per presentare il suo ultimo testo “E’ arrivata la bufera” e quindi per offrire al pubblico la sua piattaforma ideologica, camuffata da piattaforma anti-ideologica, secondo le ben collaudate litanie della classe al potere nell’ intero pianeta.
Questo è il filo nero della sua presentazione:
Dopo una collezione di evidenti e non confutabili ovvietà sullo stato geopolitico del pianeta, come ad es. il ruolo fondamentale di Arabia Saudita, USA ed Israele nell’ appoggio e nei finanziamenti all’ISIS e più in generale a tutto il movimento sunnita nell’area, Chiesa inizia con una catastrofista analisi della volontà suicida della classe dirigente USA che spingerebbe (al più entro il 2017!) per un attacco armato alla Russia, e quindi per lo sviluppo generalizzato e fulmineo della guerra su base nucleare. Questa, a detta del Nostro, sarebbe la ferrea e compatta volontà della classe dirigente del blocco occidentale, salvo poi alla fine a rendersi contraddittoriamente conto che anche negli USA esistono complesse aree strategiche in conflitto reciproco, che non coincidono certo sic et simpliciter con il pensiero Neocon.
Quanto alla Sicilia, quella orientale in particolare, Giulietto ci assicura che entro il 2017 andremo tutti arrosto con combustibile nucleare, o anche qualcosa di più raffinato.
Tornando all’Italia, l’affermazione del Nostro è netta e chiara:la classe operaia non esiste più.Perchè nessuno estrae profitto dal processo produttivo? Perchè tutto è prodotto dai robot? Perchè tutti hanno potere decisionale? Perchè tutti hanno vasti redditi da lavoro autonomo?
Ma nemmeno per sogno! Associandosi a tutta la canea reazionaria, dall’area Nazarena a quella iperfascista, il Chiesa scopre che, avendo subito oggi un grave arretramento nella la battaglia tutta mediatica sulla coscienza di classe, la classe operaia è… scomparsa ! E quindi il problema, per il povero Chiesa, non è più quello di ricostruire, con lungo e paziente lavoro politico, partendo dalle ineliminabili e violente contraddizioni del sistema, in drastica crisi di sovrapproduzione di capitali e merci, quella coscienza oggi rapinata e sopita ma non certo distrutta (come si può distruggere l’elemento fondante dell’ intero sistema economico planetario??!!).
E’ invece quella di adattarsi opportunamente (ecco l’opportunismo di cui sopra) alla situazione momentaneamente vittoriosa della borghesia imperialista, fingere che la classe operaia ed il proletariato siano oggettivamente scomparsi, solo perchè è stata massacrata la sua coscienza soggettiva, e rivolgersi agli strati più paludosi della piccola borghesia italiana. Coinvolgere la classe operaia in una fanghiglia in cui il traino sta nelle mani di piccoli sfruttatori, di nullafacenti, di mercanti.
Tutto ciò viene spacciato come “grande masse popolari senza classe”, da reperire nelle sedi di Lega Nord, Casa Pound e vomitevoli analoghe porcate, in cui il Giulietto volentieri ciancia e predica con l’esplicito e dichiarato obbiettivo di porsi come leader di un’area che nella migliore delle ipotesi (ma con grande generosità!) sostenga la difesa della costituzione dl ’48 e qualche riformetta consolatoria.
Ma Giulietto è informato delle motivazioni vere dell’ antiamericanismo dei gruppi ultrafascisti, e non solo italiani? Di come questi ultranazisti coltivino ancora la revanche nei confronti della sconfitta del ’45 e il più rigido antiebraismo? Ha per caso letto Bardeche? Capirà mai il perchè del gradimento riportato in tali ambienti escrementali?
Il Giulietto non si pone il problema di analizzare come, quando e perchè, la cosiddetta sinistra italiana si sia ridotta ad una ridicola minoranza autoreferenziale, ma al contrario dichiara forte e chiaro che occorre cavalcare quella che gli appare oggi l’unica opportunità che la, a suo dire, “definitiva” vittoria dell’imperialismo italiano gli mostra: il totale interclassismo, radicato sulla pretesa e definitiva scomparsa delle classi.
Nessuna traccia di un’analisi delle prospettive a breve e medio termine del ciclo economico dell’imperialismo, nessuna traccia di una prospettiva di rovesciamento del sistema economico fondato sulle bronzee leggi del profitto, nessuna traccia di una prospettiva di un sistema economico rivoluzionato fondato su leggi economiche esattamente opposte a quelle oggi vigenti: quelle del valore sociale. Nessuna traccia quindi di quello che deve essere il lungo e defatigante, ma alla fine vittorioso, percorso della ricostruzione di nuclei proletari in grado di porsi alla testa di una classe che ritrovi quella coscienza di se che oggi è temporaneamente oscurata.
Abolizione totale e definitiva di termini come socialismo, comunismo o altri che possano costituire (mai sia) una prospettiva.
E questo è tutto!
Se siete d’accordo, versategli 5 euro, e voilà, vi trasformerà il sito con 5 televisioni russe che Putin gli ha generosamente donato, in una autentica rete TV. Ma, a questo punto, perchè non se li fa dare direttamente dal grande Zar? O magari da quelle tante forze del capitalismo italiano che con Putin trafficano e guadagnano, Berlusca in testa?

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3 Responses to Addio Giulietto, Chiesa in un vicolo cieco

  1. sergio says:

    Il suo commento su Bedrgoglio “rivoluzionario” è aberrante . Dimostra la più squallida tradizione dello storicismo opportunista, piaga della sinistra sociologica che non comprende la profondità del pensiero marxista.

  2. Milena says:

    In realtà di questo documento io condivido solo alcuni aspetti. Ho trovato Chiesa, nell’incontro pubbico a Catania che ha scaturito questo articolo, rispetto all’ultima volta che, con grande interesse lo avevo ascoltato alla camera del lavoro di Catania, un pò confusionario e contraddittorio.
    Tra le altre cose non condivido l’affermazione molto utilizzata e strumentalizzata delle varie classi al potere che si sono alternate negli ultimi anni e i loro media secondo la quale siamo davanti alla fine delle classi e delle ideologie.
    Ho notato una sorta di acquiescienza a dei luoghi comuni che in Chiesa non mi sarei mai aspettata.
    La cosa comunque che mi ha colpito maggiornmente è la mancanza dell’obiettivo finale. Non credo che per chi si è sempre considerato un comunista possa essere diventata la costituzione italiana, che per quanto oggi nella situazione di imbarbarimento e retrocessione di tanti diritti acquisiti, un modello per cui lottare in quanto è pur sempre una costituzione che si rifà a uno Stato liberale, capitalistico.
    E poi può convincere l’idea che sia sufficiente volere uscire dalla NATO per collaborare con fascisti, razzisti ecc.? Penso proprio di no.

  3. bah says:

    Trovo questo articolo superficiale e pieno di pregiudizi. in primo luogo Chiesa tende sempre a sottolineare che il fatto che parli a casa pound (anche se semmai era presente casa pound ai suoi incontri piuttosto che trovarsi lui nei centri di casa pound) o che parli ai radicali dice le stesse cose e mai cambia la sua idea politica per la platea, e questo dipende dal fatto che parla con tutti eliminando quell’atavico e sdegnoso pregiudizio consono alla vecchia sinistra come alla vecchia destra (anche se “quelli di destra” mostrano più interesse ultimamente alla conoscenza di quello che succede nel mondo di “quelli di sinistra”) che magari l’altra sponda sia più stupida rispetto alla propria, ne consegue che se parli con un fascista sei un fascista. Secondariamente in questo articolo vengono riportate cose come <> che ovvietà per la massa non sono vista la chiara distopia e disinformazione in cui viviamo, magari lo scrittore dell’articolo preferisce che queste “ovvietà” siano relegate solo alla sinistra e che a tutti i “militanti” siano chiare e lampanti dalla nascita a quanto pare. terzo, non comprendo come e perchè non dovremmo stare IN QUESTO CASO dalla parte della russia, si dice che sono imperialisti e sono dipinti come tali rispetto agli stati uniti, beh dalla caduta del muro di berlino ad oggi mi sembra che i fatti abbiano dimostrato come di fronte ai reggenti usa possiamo mettere uno specchio che rifletta il nazismo nella sua peggiore e subdola evoluzione, e che l’alternativa unica sia una coalizione internazionale anti-imperialismo di cui la russia insieme alla cina sono dei tasselli reggenti e sono soprattutto in grado di supportare la creazione di un esercito europeo con funzioni esclusivamente difensive e pacifiste, dopo la “sconfitta” degli usa (delle lobby atlantiste) a ognuno la sua strada. quarto il caso della sinistra italiana invece sicuramente non è un problema di Chiesa, ma un problema proprio della sinistra che è diventata pari alla destra di berlusconi, ora “unita” da un “leader” che pensa solo al malaffare, aka la sinistra è morta e sepolta e l’unica alternativa “di sinistra” sembra essere solo il m5s, se un futuro ci sarà un alternativa (o un accordo alla luce del sole col m5s) “di sinistra” migliore (dell’attuale peggiore) sarò disposto a dargli il mio voto. ecco tutto, a ognuno la sua colpa e difendiamo tutti la libertà di pensiero di tutti.

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