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Published on aprile 23rd, 2012 | by Militant

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Capitalismo e natura: estinzioni di massa

L’estinzione delle specie, animali e vegetali, prosegue di giorno in giorno. Negli ultimi cento anni ne sono scomparse 70, tra uccelli e mammiferi mentre centinaia tra i vegetali. Per questo regno si ha una scomaprsa dell’1% delle specie in 100 anni ma questo valore può aumentare fino al 20-30% se si continuano a distruggere foreste e mari.
Apparentemente questa perdita di patrimonio naturale non si può fermare ma la verità è che ognuno di noi sceglie che tipo di persona vuole essere, con ogni azione decide se aiutare questo pianeta a riprendersi oppure permettere la riduzione della biodiversità (cioè l’insieme delle specie animali e vegetali).
Aumentano gli esseri viventi che entrano a far parte della Lista rossa dell’ IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione): circa il 23 per cento dei mammiferi e il 12 per cento degli uccelli sono considerati minacciati.
L’ “Unione Internazionale Conservazione Della Natura” ha dichiarato che oggi il grado di scomparsa animale è mille volte più elevato di quello naturale! Non dimentichiamo che, come per ogni cosa, c’è un delicato equilibrio da mantenere e se si supera una certa soglia (tipping point) i peggioramenti diventano permanenti e possono rappresentare l’inizio di un declino catastrofico.

Le cause: il bracconaggio; le eccessive caccia e pesca; il collezionismo di pelli o altre parti di animali e il commercio illegale di esse e di esemplari venduti come animali da compagnia;la mancanza di controlli alle dogane; l’uso non sostenibile delle foreste, dei territori, delle risorse; la perdita e frammentazione degli habitat causato dal disboscamento legale e illegale, dagli incendi; la mancanza di sorveglianza nelle riserve e nei parchi; l’insufficiente monitoraggio degli esemplari nei loro ambienti; la carente cultura del convivere con le specie animali locali; gli insufficienti centri veterinari di assistenza per gli animali selvatici feriti; le numerose tipologie di inquinamento; il dissesto idrogeologico; la cementificazione del territorio; lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo per estrarre petrolio e minerali.

E noi cosa facciamo per impedire tutto ciò? L’attuale drammatica situazione è stata creata dall’uomo! Dobbiamo porvi rimedio!

Oggi viviamo sfruttati e sottomessi ad un sistema politico, economico e sociale in cui i beni appartengono a privati sfruttatori di qualsiasi cosa e di qualunque essere vivente che possa dar loro un guadagno. In questo “qualsiasi” e “qualunque” ci sono anche le foreste e gli animali (uomini compresi).

L’uomo, da buon capitalista, ha pensato di poter vivere sfruttando la natura tutta: ecosistemi interi e loro abitanti, animali e uomini! Ha finto di non vedere quali danni stava causando e non ha voluto pensare alle conseguenze. Oggi tutto il male fatto ci si ritorce contro, notiamo che il clima cambia, aumentano i terremoti violenti, il sistema economico crolla.

Non ha capito l’uomo (e la classe borghese che lo controlla) che così facendo ha rotto l’equilibrio tra l’umanità e la natura?

Distruggere l’ ”ambiente” vuol dire anche distruggere ciò che è necessario per la sopravvivenza dell’umanità stessa!

Dobbiamo fare qualcosa: lottiamo insieme per cambiare lo stato attuale di cose per abbattere questo sistema capitalista che sta uccidendo la natura e ognuno di noi!

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