Politica Interna berlu-renzi-228990

Published on febbraio 28th, 2014 | by Militant

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Dai Matteuccio che ce la fai

Ce la farà il nostro prode Matteo laddove fallì persino la peggiore feccia fascista?

RenziNaturalmente nessuna delle  forze politiche sulla scena ha rilevato quella che NEI FATTI è la vera e profonda motivazione del GRANDE INCIUCIO    di questi giorni, qual’è la SCELTA DI FONDO che permette il superamento della pseudo frattura della politica parlamentare tra centrodestra e centrosinistra, richiedendo anzi il massimo della condivisione.
Il piccolo Matteo ha imparato tutto dai grandi Maestri della truffa mediatica: tante chiacchiere su tutti i punti in gioco: dall’occupazione ed il costo del lavoro, alle spese della politica, dagli interessi nazionali di fronte all’Europa, alla riforma burocratica, e chi più ne ha più ne metta.
Ma della QUESTIONE – NOCCIOLO del suo governo, dello smantellamento della costituzione in uno dei suoi punti cardine, il BICAMERALISMO, se ne parla en passant, tanto per ridurre le spese per il senato e per SNELLIRE la formazione delle leggi.
Ma perchè i PADRI COSTITUENTI avevano introdotto il bicameralismo perfetto? Perchè erano veramente dei tonti? O perchè in una fase in cui i comunisti vittoriosi nella lotta partigiana avevano imposto che la formazione delle leggi o le modifiche costituzionali subissero un iter che escludesse i facili colpi di mano dei primi Mussolini o Berlusconi di passaggio?
Una cosa è indubitabile: se l’Italia ha vissuto più di mezzo secolo di NON FASCISMO, ciò è  stato dovuto a questo pesante compromesso nato dagli equilibri del ’45, che ha ARGINATO le spinte apertamente reazionarie che nel corso degli anni sono emerse continuamente.
Questi articoli DI GARANZIA della Costituzione (bicameralismo perfetto e art. 138 che rende lungo e complesso ogni modifica della carta costituzionale) sono stati le vere bestie nere di tutta la marea nera che nel corso dei decenni trascorsi ha dato l’assalto anche alla minima parvenza di democrazia imposta dalla costituzione.
Già nel “piano di rinascita democratica” di Gelli & C.al punto a3)  (ordinamento del Parlamento) si chiarisce che il Senato deve perdere ogni funzione politica per “dare alla Camera prevalenza politica”. “Il senato deve divenire rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici….” Sono 30 anni e più che questo tentato assassinio della Costituzione repubblicana circola fin ora senza successo. Berlusconi, già uomo forte della P2 cioè dei gruppi di potere ultrareazionari e fascisti, è risultato del tutto incapace di gestire questa operazione, emarginato dalla assoluta prevalenza di tratti caratteriali ed individuali sulla “ragione di stato”.
A questo punto, sul terreno arato dall’era berlusconiana, spunta invece il piccolo Matteo, cucciolo istruito alla scuola della parrocchia ma sopratutto del vero ideologo P2, quel suo compaesano Verdini troppo pregiudicato per assumere in prima persona le redini dell’ operazione di restaurazione.
Ottimo chiacchierone ma sopratutto ottima espressione di quello strato di neoconservatori che hanno trovato nel PD il terreno ottimale per sostenere le più becere posizioni del padronato italiano, confindustriale e non, ormai del tutto sfiduciato sulle reali possibilità operative della destra dichiarata, chiamata a fare da mero supporto numerico in parlamento alle avventure del giovanotto.
Quello che è del tutto indecente è il fatto che della reale natura, di attacco alla costituzione, del renzismo, nessuno parli, mentre il cordiale dibattito viene dirottato su aspetti del tutto secondari e marginali della operazione.
Il che non significa che la partita è persa: le contraddizioni interne al capitale si acutizzano sempre più, le sorprese spuntano come i funghi, i conflitti interni emergono da un momento all’altro.
Quello che è importante è non allentare la presa, non permettere che sull’ assassinio della costituzione si stenda una colpevole cappa di omertà.

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