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Published on maggio 26th, 2014 | by Militant

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Dopo la farsa elettorale resta la lotta, unica soluzione!

La liturgia elettorale si è conclusa. Gli schieramenti della classe dominante (e delle finte opposizioni) si sono divisi i voti del 50% dell’elettorato, o ancor meno, se si considerano le schede bianche e nulle (di cui, come al solito, non vengono resi noti i dati).   
Gli organi di disinformazione hanno svolto egregiamente la loro parte, ci hanno presentato vincitori e vinti come se la contesa elettorale avesse comportato chissà quali mutamenti. Invece per gli oppressi, per gli sfruttati nulla cambia. Il sistema capitalistico ricambia il proprio personale politico e raccoglie, sia pur parzialmente, i frutti della campagna mistificatrice messa in atto: gli elettori privi di coscienza si sono affidati al “capo” di turno, sperando che faccia il miracolo.
Renzi prende il ruolo che fu di Berlusconi  – e al quale aspirava Grillo – quello del “deus ex machina” che il ceto medio deluso e impoverito mette in sella illudendosi di uscire dalla crisi e dai suoi drammatici effetti. Il gregge di elettori ha delegato al boia la soluzione dei suoi problemi, all’uomo della Confindustria, della Conferenza Episcopale Italiana, di Napolitano, per il quale tutti costoro si sono spesi affinché si arginasse il non-voto.
Diradate le nebbie delle promesse resta la cruda realtà dettata dai rapporti di forza tra le classi, la quale non fa sconti né ammette panni caldi. Una realtà che non poteva essere cambiata né dal folklore innocuo dei grillini né dai neo-socialdemocratici di Tsipras. Entrambi non hanno davvero di che gioire. Grillo negli ultimi anni ha svolto il compitino di utile idiota della borghesia, incanalando la rabbia di tanti proletari in un ambito inconsistente, in attesa che maturasse il nuovo “leader”, Renzi appunto, cui affidare le “magnifiche sorti della Patria”.
I seguaci della sinistra opportunista, radunati attorno all’alfiere della socialdemocrazia, Tsipras, hanno raccolto la metà dei consensi che rifondatori e vendoliani avevano alle precedenti elezioni europee, segno tangibile del fatto che oggi una aggregazione elettorale keynesiana, e questuante verso i poteri dominanti, ha fatto il suo tempo.
Rivendichiamo la giusta e coerente battaglia astensionista. Lo facciamo non certo con l’arroganza di chi pretende di attribuire un’automatica presa di coscienza a chi si è astenuto dal voto, ma partendo dal presupposto che il non voto è un primo punto di partenza per non diventare complici dei carnefici che oggi praticano sistematicamente una macelleria sociale che attraversa le diverse fasce generazionali e colpisce senza rimedio i “non possessores”, coloro che non hanno i mezzi di produzione e vedono dipendere le loro sorti dalle esigenze di accumulazione dei padroni.
Ora è il momenti di non astenersi. Non astenersi dalla lotta, dalla mobilitazione, dalla presa di coscienza che nessuna scheda oggi può cambiare le sorti della classe oppressa, che l’alternativa alla dittatura del capitale è l’autogoverno dei produttori, l’emancipazione degli sfruttati.
Anche alcuni raggruppamenti che si dicono “comunisti” hanno servito gli interessi del nemico di classe, alimentando la confusione e le illusioni che, entro rapporti sociali capitalistici, è possibile cambiare.
Un’altra Europa è possibile, spazzando via il ceto politico che va dalla Lega ai seguaci di Tsipras, fuori dal politicantismo piccolo-borghese e dalle compatibilità con il sistema.  Aprire gli occhi e individuare la direzione giusta è solo il primo passo per costruire un’alternativa credibile, socialista, al sistema capitalistico, in grado di fare fronte alla crescente marea reazionaria e neo-fascista che attraversa l’Europa. Non esistono scorciatoie né soluzioni schedaiole! Mettiamocelo bene in testa!

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One Response to Dopo la farsa elettorale resta la lotta, unica soluzione!

  1. Massimiliano Scandurra says:

    Nell’analisi di Red Militant manca una parola di 4 lettere che è lo strumento usato dalla borghesia del 21 secolo per fare LA GUERRA ai proletari. Questa parola è EURO.

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