Approfondimento

Published on maggio 7th, 2012 | by Militant

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Fermiamo il capitalismo: programma di lotta

Fermiamoli subito!

Il disastro economico-finanziario della moribonda società capitalistica provoca sempre più miseria e disoccupazione tra le masse popolari. L’unica risposta credibile è la lotta proletaria e rivoluzionaria

Stiamo assistendo alla decomposizione delle politiche liberiste e al disfacimento, a partire dalla Grecia e dalla Francia, dei governi complici del massacro dei diritti sociali. Dobbiamo batterci alla ricomposizione interna e per l’unione internazionale del proletariato per combattere il ricatto finanziario e padronale, la contrapposizione tra Nord e Sud, l’ondata populista di destra, i rigurgiti nazionalistici unificando le lote di tutti gli oppressi, innalzando la bandiera dell’internazionalismo comunista. Vivere nel capitalismo è impossibile e bisogna disfarsene una volta per tutte.

Non è più tempo di subire passivamente. Occorre rispondere al governo Monti, all’oligarchia finanziaria e al padronato, uscendo dalla difensiva e passando dalla lotta di resistenza spezzettata alla lotta generalizzata, incominciando dallo sciopero generale, e proseguendo su obbiettivi concreti di mobilitazione.

Invitiamo tutti a confrontarsi ed impegnarsi attivamente sostenendo il nostro programma di lotta per:
1) Lo sciopero generale contro il riordino Fornero-Monti del mercato del lavoro, per contrastare efficacemente la nuova normativa schiavizzatrice.

2) Lottare con ogni mezzo contro la nuova flessibilità del ricatto e la devastazione dei salari e dei diritti sociali.

3) Opporci alla liquidazione dell’art. 18 dello “Statuto dei Lavoratori” ed esigere che venga applicato a tutti i dipendenti di grosse e piccole imprese.

4) Esigere il salario minimo garantito di € 1.250 mensili intassabili per disoccupati cassintegrati sottopagati giovani in cerca di lavoro pensionati con assegni inferiori.

5) Difendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro contro i tentativi di imporre accordi aziendali, particolarmente penalizzanti per i lavoratori.

6) Contrastare l’operato delle confederazioni Sindacali collaborazioniste con il governo affamatore, capeggiato da Monti. Sosteniamo la costruzione del sindacato di classe, aperto a tutti i lavoratori, locali ed immigrati.

7) Promuovere una battaglia generalizzata per l’aumento del salario, di almeno 400 € in busta paga; per la riduzione dell’orario a 33 ore a parità di retribuzione, senza straordinari e senza tagli allo stato sociale.

8 ) Costituire in ogni fabbrica impresa o ufficio, ove possibile, comitati di lavoratori a difesa della incolumità e della salute contro la pericolosità e la nocività dell’ambiente di lavoro.

9) Avere il TFR in busta paga e istituire organismo di controllo, nominati dai lavoratori, dei fondi previdenziali gestiti dall’INPS e di quelli assistenziali gestiti dall’INAIL.

10) L’abolizione dell’IRPEF sui salari sotto i 25.000 € annui, dell’IVA sui generi di largo consumo, dell’ICI e dell’IMU sulle abitazioni dei lavoratori, dipendenti e autonomi, dei ticket su sanità, asili, mense e scuole.

11) La cancellazione del debito pubblico nella prospettiva di una lotta che ponga come obiettivo strategico la fuoriuscita dall’euro, in contrapposizione all’Europa dei banchieri e del capitale parassitario.

 

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