Politica Interna

Published on marzo 5th, 2018 | by Militant1

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Finite le elezioni, restano i padroni!

La farsa elettorale è finita. I risultati sono conseguenti ai meccanismi di formazione del consenso che la classe dominante ha costruito, attraverso campagne ideologiche fondate sulle paure e le angosce che caratterizzano la classe dominata. Quelli che hanno votato lo hanno fatto non certo per i programmi, né per il radicamento tra le masse delle forze politiche. La scelta tra le tre destre che si sono contese il potere (M5S, centrodestra e centrosinistra) è stata effettuata dando seguito a slogan superficiali (“No alla casta e ai ladri”) a luoghi comuni nazional-razzisti (“via gli immigrati, che sono terroristi e delinquenti”) o pieni di un utopismo disarmante (“reddito e meno tasse per tutti, più soldi per pensioni ed istruzioni, via la riforma Fornero”).
Queste destre hanno raccolto milioni di voti, anche tra i lavoratori e gli sfruttati. Questa è la dimostrazione del fallimento della sinistra che si è periodicamente compromessa con le politiche antipopolari ed ha gestito gli interessi dei capitalisti contro i lavoratori. Il ceto politico che dirige PD, Liberi e Uguali e, in buona parte, Potere al popolo (ex Rifondazione) è stato protagonista per anni della peggiore macelleria sociale. Ed allora non è naturale che milioni di salariati hanno pensato di guardare altrove, dirigendo i loro consensi verso direzioni ancora peggiori e contrapposte ai loro reali interessi di classe?
Se il PD ha pagato le sue politiche antipopolari con un crollo di consensi, anche i due schieramenti della sinistra riformista hanno subito una cocente sconfitta. Liberi e uguali e Potere al popolo, sono stati incapaci di segnare una reale discontinuità con il sistema.
Se Grasso e i suoi seguaci pensavano di conquistare consensi attraverso la semplice separazione dal PD, quelli di Potere al popolo pensavano che bastassero slogan “dal basso” per acquisite consensi, ignorando, entrambi, che pregiudizi e paure, diffusi all’interno della classe oppressa, si contrastano efficacemente solo rilanciando la lotta di classe, non negando l’esistenza della classe. E’ solo nell’ambito della lotta di classe che è possibile acquisire coscienza del proprio ruolo e costruire le condizioni di un reale cambiamento nei rapporti di forza. Un piccolo passo sul terreno della presa di coscienza e della loro organizzazione della classe sfruttata vale, senza alcun dubbio, più di ogni illusione elettorale.
Liberi e Uguali e Potere al popolo, invece, hanno seminato illusioni che hanno coinvolto tanti “sinceri democratici” e tanti compagni in cerca di scorciatoie a buon mercato in nome della riformabilità dall’interno del sistema, sotto la bandiera della Costituzione. Entrambi gli schieramenti sono responsabili di aver creato divisione e disorientamento tra quella parte della classe sfruttata che sono riusciti a raggiungere. Noi avevamo scritto chiaro che dopo il 4 marzo la realtà di classe sarebbe stata quella di sempre, con i padroni al potere e gli sfruttati messi in condizione di subire, senza capire che esiste una via d’uscita, alternativa a questo sistema.
Red Militant, insieme ad altre realtà comuniste, ha promosso convintamente la campagna astensionista, denunciando questo scenario ed il ruolo delle diverse forze che hanno partecipato alle elezioni. Salutiamo con soddisfazione l’ulteriore erosione della partecipazione elettorale, diminuita di altri due punti percentuali. Abbiamo detto chiaramente che non votare non basta, ma è un segnale di dissociazione dalla partecipazione ad un rito imposto dalle istituzioni, con in testa Presidente della Repubblica e Presidente della Corte costituzionale, oltre che da tutti gli organi di (dis)informazione.
Ci attende una lotta dura contro le forze che governeranno il paese. Le abbiamo chiamate le tre destre non per semplificazione politica ma perché queste sono portatrici degli stessi interessi di classe, sostengono il dispotismo padronale, attaccano i diritti dei lavoratori e i sindacati, vogliono ridurre le tasse per i padroni, sostengono la distruzione dell’istruzione pubblica.
La politica comunista è l’unica vera alternativa per invertire questo corso rovinoso, costruire coscienza, organizzare una vera opposizione. Le nostre energie le impegneremo per dare organizzazione e gambe solide a questa politica assieme ai tanti compagni e compagne che condividono il nostro percorso. Ma anche a fianco dei compagni che intendono rompere con il riformismo, in tutte le sue versioni, per dare una risposta comunista ai padroni, alla crisi capitalistica, allo sfruttamento.

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One Response to Finite le elezioni, restano i padroni!

  1. giuseppe. says:

    grazie di cuore(ROSSO)…sento di star per vivere- A RISENTIRCI…CIAO,

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