Approfondimento

Published on febbraio 15th, 2016 | by Militant

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Francesco I e la sinistra ignorante e servile

Proprio in questi giorni, il pontefice tanto amato dalla “sinistra” succube e servile (vedi “il Manifesto”), ci ha deliziato con alcune sue esternazioni. Lo ha fatto in occasione dell’incontro con il suo degno compare, il patriarca di Mosca,  riproponendo tutti i luoghi comuni della propaganda reazionaria cristiana, in particolare contro le forme di convivenza al di fuori della famiglia tradizionale, contro aborto, eutanasia, procreazione assistita. Dulcis in fundo, ecco riapparire, nelle parole del messaggero di Cristo, il consueto appello alla difesa delle radici cristiane dell’Europa minacciate dalla “trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate”.
A “sinistra” si è lavorato tanto negli ultimi decenni, da parte di vecchi e nuovi “profeti”, per “de ideologizzare”, eliminare tutti i riferimenti al materialismo storico, a Marx, alle falci e martello via via sprofondando in un mondo grigio, privo di idee, caratterizzato solo da una sterile praticoneria, dal “fare” per non pensare. Nella “sinistra” vuota trova gioco facile chi ha pensato di “riempirla” di contenuto rivolgendosi al personaggio più propagandato del momento, il pontefice.
Che furbi che sono, i nostri “sinistri”, pensano di prendere due piccioni con una fava: si liberano definitivamente dello scomodo passato (i riferimenti al comunismo) e si ritrovano a cavalcare il pensiero “alla moda”, quello del papa.
Ma per raggiungere questo brillante obiettivo devono inventarsi un Francesco I “progressista” che esiste solo nei loro sogni, ma che è puntualmente smentito dai discorsi e dalle prese di posizione reazionarie del papa.
Intendiamoci, il papa fa il suo mestiere, cerca di riportare le lancette della storia indietro, fino al Medioevo, in nome di dogmi metafisici che rappresentano la camicia di forza all’interno della quale la Chiesa tenta di imprigionare la capacità di ragionare dell’uomo.
Chi, nel corso della storia non si è omologato, ha deciso di andare controcorrente e di spendere la propria vita per contribuire a costruire un pensiero critico, fuori dalle verità metafisicamente preconfezionate, ha pagato a caro prezzo.
E se il pontefice non perde occasione di ricordare i “martiri della fede”, noi riteniamo doveroso ricordare i martiri del libero pensiero, assassinati, torturati, perseguitati dagli uomini con la croce al collo.
Ipazia, Giordano Bruno, le vittime dell’Inquisizione, i comunisti assassinati in Spagna e in America Latina per mano della Chiesa, o con la sua attiva e imprescindibile complicità, sono i veri martiri, barbaramente assassinati perché si opponevano all’oscurantismo religioso e alla barbarie della Chiesa.
L’ignoranza dell’attuale “sinistra” è una malattia grave che ha prodotto danni considerevoli; proprio per questo va combattuta risolutamente.
L’elaborazione scientifica di Marx ha rappresentato il definitivo superamento delle nebbie religiose, portando a compimento il lungo processo di emancipazione dalla schiavitù religiosa iniziato, in epoca moderna, da Galileo.
Non è guardando a casa del nostro nemico storico, la religione, che si trovano soluzioni all’agire politico, ma solo riappropriandoci del patrimonio teorico del movimento comunista. Oggi, come in passato, non può esserci nessun tipo di mediazione tra chi lotta per l’emancipazione degli sfruttati e a chi si batte per lasciare le masse prigioniere dell’ignoranza e delle tenebre della religione.

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