Approfondimento

Published on febbraio 7th, 2017 | by Militant

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Francesco I: una prospettiva medievale!

E’ davvero disarmante vedere certi analfabeti, assai presenti nella cosiddetta “sinistra” applaudire convinti di fronte alle uscite del romano pontefice. Il loro pensiero debole, anzi debolissimo, fatto di continue rinunce a ragionare con una mentalità critica e scientifica che li rende assai deboli e permeabili al nuovo guru che caratterizza questa nostra epoca: Francesco I.

“Guarda il papa ha criticato il capitalismo”, ci sentiamo ripetere. Ed ecco che finalmente hanno trovato un modello a cui ispirarsi, una bussola che orienta le loro prese di posizione.

Ma come stanno davvero le cose?

Prendiamo proprio l’ultimo discorso del papa (4 febbraio), ripreso in maniera monca e falsificata dagli organi di informazione e presentato come un manifesto anticapitalista. Il capitalismo non è minimamente messo in discussione: “Dio ama i vostri profitti”, afferma il pontefice.

Proseguiamo. Il profitto, cioè lo sfruttamento dei lavoratori e l’appropriazione del loro lavoro da parte dei padroni è perfettamente legittimo ma non può essere “l’unico scopo”. L’imprenditore deve “fare di tutto” perché le masse impoverite “possano sperare in un lavoro e in un reddito dignitoso, e non ritrovarsi a mangiare con i porci.”

Alla concretezza disumana e alienante dei profitti fa da contraltare l’elargizione di futili speranze per tenere buoni gli sfruttati. Le speranze non si negano a nessuno, neanche a chi non si rassegna e lotta “neanche il più ribelle, merita le ghiande”. Quindi va bene la miseria, la disoccupazione, lo sfruttamento. La vita precaria, purchè non si venga trattati come maiali!

Che profondità di ragionamento e che convinta umanità, ci rappresenta il pontefice! Ma non si ferma qui e fornisce anche la soluzione. Di fronte ai problemi che esistono nella società in cui viviamo ci spiega: “In questa situazione, è chiaro che uno deve prima lasciarsi evangelizzare per poi impegnarsi nell’evangelizzazione” (discorso del 28 gennaio).

Guai invece a porre fiducia nella capacità dell’uomo di trasformare le strutture storiche disumane con la propria azione. Il papa condanna senza mezzi termini coloro che giudicano tutto “in funzione di una autorealizzazione molte volte estranea ai valori del Vangelo.”

Come Leone XIII e svariati suoi predecessori, l’odierno papa chiede di mitigare alcuni aspetti del capitalismo lasciandone intatta la struttura e trovando la soluzione al malessere sociale nel … ritorno a dio, alla preghiera, ad un mondo di alienazione morale e di inazione sociale.

Il ritorno al Medioevo, come via d’uscita ai drammi sociali che il capitalismo da centocinquant’anni

porta con sé, è la soluzione di chi non ha soluzioni. Contrastare il dogmatismo religioso e denunciare il ruolo subalterno e complice della “sinistra” italiana è oggi una necessità urgente e improcrastinabile!

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