Approfondimento

Published on settembre 17th, 2013 | by Collettivo Red Militant

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IN BUONA COMPAGNIA!

Con Lenin!

Riceviamo via e mail scorso 12 settembre, diversi giorni dopo la pubblicazione sul nostro sito del pezzo “Alcune tesi sull’imperialismo e la questione siriana”, l’Estratto dell’intervista del Segretario Generale del KKE Dimitris Koutsoumpas al giornale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna(PCPE) “Unidad y Lucha”.

Pubblichiamo un estratto (presente anche nel sito resistenze.org) evidenziando in grassetto, in un testo che merita comunque di essere letto interamente, le parti che mettono in rilievo posizioni del tutto convergenti con la nostra analisi – ci riferiamo al documento “Alcune tesi sull’imperialismo e la questione siriana” e assai lontane dalle posizioni espresse da “Comunisti Sinistra Popolare” nel documento “Solidarietà alla Siria e al presidente Assad, con i popoli e gli stati che resistono all’imperialismo”:

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Purtroppo, la situazione nel Movimento Comunista Internazionale è ancora negativa. Si trova in una profonda crisi ideologica, politica e organizzativa che si manifesta nelle posizioni di Partiti Comunisti che lasciano il marxismo-leninismo, che si collocano alla “coda” della socialdemocrazia e hanno addirittura abbandonato i loro simboli storici. Nel Movimento vi sono anche posizioni che si basano su elaborazioni obsolete del Movimento Comunista Internazionale, ritenendo che esista una fase intermedia tra il capitalismo e il socialismo, cosa che porta oggettivamente alla partecipazione in governi di gestione borghese. Questo approccio conduce anche all’alleanza con forze borghesi e alla confusione circa il ruolo dei settori della borghesia e alla errata distinzione tra borghesia “nazionalmente orientata” e la cosiddetta “borghesia compradora servile agli stranieri”. Diversi Partiti Comunisti hanno espresso posizioni simili su paesi soggiogati dipendenti, indicando “fronti di liberazione nazionale”. Queste considerazioni interpretano erroneamente sia l’imperialismo (non come fase di sviluppo del capitalismo, ma solo come una “politica di aggressione”), sia i rapporti ineguali tra gli Stati capitalisti a causa delle differenze che esistono nel punto di partenza storico, del potenziale di crescita, della forza economica, politica e militare di ogni Stato. Altri Partiti Comunisti invocano le peculiarità nazionali per giustificare la loro rinuncia alle leggi della rivoluzione socialista, i principi della costruzione socialista in nome dei cosiddetti “modelli nazionali” che, in sostanza, negano queste leggi.”

Alle parole del compagno greco aggiungiamo, a conclusione, alcune citazioni del pensiero di Lenin che dovrebbero far riflettere a fondo tanti compagni e sintetizzano magistralmente il nostro punto di vista:

I socialisti delle nazioni oppresse, da parte loro, devono lottare incondizionatamente per la completa unità (anche organizzativa) tra gli operai delle nazioni oppresse e di quelle che le opprimono. L’idea di una separazione legale di una nazione dall’altra – la cosiddetta <<autonomia culturale nazionale>> di Bauer e Renner – è un’idea reazionaria” (Il socialismo e la guerra, 1915)

Voglio sperare che il mio lavoro contribuisca a chiarire la questione economica fondamentale, cioè la sostanza economica dell’imperialismo, perché senza questa analisi non è possibile comprendere né la guerra odierna, né la situazione politica odierna” (L’imperialismo, 1917).

L’imperialismo è una sovrastruttura del capitalismo” (Rapporto all’VIII Congresso del PCRB, 1919).

Ci sembra che ce ne sia abbastanza per far venire il mal di pancia ai sostenitori di dittatori e satrapi locali da Putin ad Assad!

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