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Published on maggio 6th, 2015 | by Militant

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La dilagante follia religiosa: subire o contrattaccare?

Al di là della palese ed evidente base storico-economica del dilagare della rivolta islamica, fenomeni come quello del califfato sono presentati in occidente come forme deviate ed aberranti di una religiosità di per se sana e feconda di sani comportamenti sociali.
Vaghe reminiscenze delle crociate vengono definite da parte cristiana inutili ricordi ormai definitivamente superati. Il cristianesimo, sulla scorta dei discorsetti del bonaccione di turno, diventa  definitivo alfiere della pacifica e ragionevole convivenza internazionale.
Secoli sono passati, tanti secoli, dalle feroci guerre di religione, dagli stermini, dai roghi, da Giordano Bruno, ormai si tratta di un lontano passato corretto e  rettificato.
Che importa se Padre Gemelli, fondatore dell’ Università Cattolica, a cui fino ad oggi è intitolato il maggiore ospedale ex vaticano della capitale italiana, fu tra quelli che spianò la strada allo sterminio nazista dei miscredenti. Sono passati vari decenni ormai….
Che importa se il Cardinale Spellmann vescovo di New York, fervente maccartista, si faceva ritrarre mentre benediceva i missili al napalm in partenza per la santa missione di ardere vivi i contadini vietnamiti colpevoli di non amare la sua America cristiana. Sono passati vari anni ormai…
E che importa se fino all’anno scorso la Conferenza Episcopale Italiana ha ripubblicato in edizione integrale la Santa Bibbia, completa di Vecchio Testamento, in cui, vero libro degli orrori, dalla prima all’ultima pagina si incita allo sterminio dei miscredenti, allo stupro delle vergini ed alla distruzione dei templi e delle statue degli altri dei della zona! (uno per tutti, Numeri, 31, 14 e segg). Sono passati tanti giorni ormai……
Come mai il papa bonaccione non decide di mandare al rogo un tale abominio, conservando il nuovo Testamento, che potrebbe essere più che sufficiente?
La risposta è, a nostro avviso, assai chiara: in tempi in cui conviene assumere la pelle dell’ agnello, il paravento ideologico è il Dio del perdono dei Vangeli; in tempi in cui occorre assumere la pelle del lupo, ecco bello pronto il Vecchio Dio vendicatore e sterminatore.
Malgrado infinite rassicurazioni, un’analisi accurata di OGNI religione costituita porta a risultati analoghi, TUTTE si fondano su di un substrato di violenza sterminatrice, perfettamente congruente alla reale struttura di casta che sottende il relativo ordine sacerdotale, vera architrave portante di ogni religione, mono o politeistica che sia.

La strage dei monaci copti di Debra Lianos
Tornando sull’ argomento delle stragi interislamiche tra sunniti e sciiti, le chiese cristiane si ritrovano  440 scheletri nei grandi armadi vaticani, risalenti  al 21 ed al 27 maggio del ’37:
E’ la agghiacciante la strage dei monaci cristiani copti, del monastero di Debra Libanos, unanimemente riconosciuto come il principale centro spirituale dell’ Africa Orientale, e per ciò stesso responsabile di mantenere una intollerabile guida culturale sui popoli cristiani d’Etiopia. Esso godeva di una consolidata extraterritorialità, del tipo di quella vaticana, per intenderci, che non poteva essere ammessa da occupanti come quelli fascisti.
Per risolvere il problema, inventando assurde prove di correità con gli autori dell’attentato di Addis Abeba “in conseguenza miei ordini gen. Maletti oggi a ore 13 ha fatto passare per le armi 297 monaci compreso il vicepriore e altre 23 persone complici. Sono stati risparmiati i giovani diaconi, i maestri e altro personale d’ordine che sono stati tradotti e trattenuti nelle chiese di Debra Brehan. Convento è stato chiuso definitivamente” (Graziani a Lessona, 21 maggio ’37, Archivio di Stato in “Fondo Graziani”). Ma un altro telegramma, del 27 maggio,  informa Lessona che, per qualche ignoto motivo, i 129 diaconi furono egualmente fucilati, giungendo ad un totale di 439 massacrati, cui si deve aggiungere l’ Abuna Petros, uno dei 4 vescovi copti, già fucilato nel ’36 per dare una prima lezione al clero copto.
Non il papa, non un vescovo, non un cappellano militare ebbero alcunchè da obbiettare. In fondo, sempre scismatici erano.
E perchè il papa bonaccione e furbacchione oggi si strappa le vesti per i copti massacrati dagli islamici, senza ricordare quelli, tantissimi, clero e popolo,  massacrati in Etiopia dall’Uomo della Provvidenza?

Iniziamo intanto una riflessione sulla religione della quale siamo abbeverati, e su alcuni principali suoi elementi:
Il Dio uno e trino. Avanziamo qualche perplessità sulla monoteisticità del Cristianesimo, ma ci viene detto che si tratta di un atto di fede, e ci dobbiamo fermare. Ma non possiamo non riflettere sul fatto che per infiniti millenni, fino al 25 Marzo dell’anno zero il Figlio non era stato nemmeno concepito. Dio sarà stato al massimo Uno e Bino, ma il Padre poi fu Javè o lo Spirito Santo? Non è dato sapere.
E comunque dopo ancora trentatrè anni e nove mesi, il giorno di Pasqua dell’anno 33 dc, a seguito del dono immane del Padre che sacrifica orrendamente il Figlio con torture e morte, l’ umanità venne redenta e salvata. La morte del Salvatore costituì infatti la svolta definitiva nelle sorti dell’Umanità. Cessarono guerre, sciagure e calamità naturali.
Mai più pestilenze, terremoti, tsunami, mai più guerre religiose, massacri di massa in nome di Dio. Se poi qualcuno ha preteso, nel corso di questi millenni, di fare il cretino, bè, peggio per lui, ha applicato male il sacro principio del libero divino arbitrio. E le vittime? Loro saranno ricompensate nell’ al di là, questo è certo, anzi certissimo.

La criminale idiozia
Né l’aggettivo né il sostantivo sono stati usati a caso. La storia delle religioni è una storia di crimini, stragi e stermini tutti in nome della sopravvivenza e della stabilizzazione dei privilegi vergognosi della casta di appartenenza. (v. il Levitico, per iniziare la lunga serie!).
L’avvento del Cristianesimo ha costituito un ulteriore elemento di sventura per l’ umanità che l’ha subito, tra guerre di una ferocia prima ignota e purghe vendicative.
L’Idiozia. Sono passati 25 secoli circa da quando, nel cuore dei territori italici, da Velia a Crotone, da Lentini ad Agrigento, a Siracusa, iniziò a dilagare un modo di pensare, un filosofare, che rovesciava millenni di pensiero primitivo legato alla terrificante ipotesi di forze occulte che da mondi occulti tenessero ogni uomo nel loro totale controllo.
Non è cero un caso che tale filosofare nascesse in un’area in cui popoli in straordinaria espansione economica e territoriale avevano l’esigenza prioritaria di conoscere quel mondo nel quale avevano necessità di svilupparsi, di comprenderne la natura e di conoscerne le leggi. La filosofia materialistico-naturalistica, la logica matematica, dilagarono in tutta l’area colonizzata dai Greci e riuscì in seguito a mettere in difficoltà persino il pensiero dei super-imperialisti romani. Cicerone, in gravi difficoltà a confutare il pensiero di Epicuro, suo principale antagonista, dovette confezionarne una versione, che è in buona sostanza quella che è stata fatta circolare fino ad oggi, che ne è una grossolana parodia.
Da quei secoli in poi, la lotta tra le due  linee filosofiche, quella teosofica e quella matematico-naturalistica, non ha avuto tregua, ed è ben lungi dall’essere definita.
Ricordiamo che già Socrate fu “suicidato” dalle caste dirigenti teocratiche dell’Atene dell’epoca, colpevole com’era di corruzione mentale nei confronti dei giovani ateniesi.
Se ricordiamo poi i terrificanti eventi dei secoli successivi, dovremo riconoscere che l’aggettivo “criminale” è perfettamente calzante, come il sostantivo “idiozia”.
Torniamo allo sviluppo del pensiero logico-razionale. Homo Sapiens ha percorso millenni della sua esistenza in un drammatico percorso evolutivo che lo ha portato,in parallelo allo sviluppo sul piano neurofisiologico della neocorteccia, a capacità logico-cognitive a cui le caste religiose chiedono anche oggi a gran voce di rinunziare. Non possiamo accettare nemmeno una briciola di questo atteggiamento. Esso si chiama Istigazione alla Idiozia, e come tale va combattuto senza quartiere. Ci viene detto ogni istante di abdicare a quelle capacità logiche che millenni di evoluzione fisiologica e culturale ci hanno consegnato, di rientrare all’interno di un atteggiamento  culturale che oggi, a distanza di millenni di lotta tra le due vie, appare un cumulo di volgari idiozie. E non solo di ridicole balordaggini (anche questo, sia ben chiaro!) ma ancora una volta di agghiaccianti conseguenze sul piano sociale ed individuale, come i  comportamenti ultra-islamici (ma, attenzione, non solo essi, come ricorderemo!) confermano.
La sindone.  E’ una bufala clamorosamente dichiarata da 3 (tre) indagini scientifiche indipendenti internazionali, mentre non si  è mai stata mai trovato qualcuno che avesse la faccia tosta di validarla.
Su questa idiozia si basa una ostensione periodica strombazzata internazionalmente che coinvolge milioni di poveracci, con un indotto previsto quest’anno a Torino di due miliardi di euro(in gran parte andranno nelle vaste tasche dell’apparato vaticano!) ma più di due milioni saranno sborsati dagli enti locali!
Per millenni le ben pasciute caste sacerdotali hanno “invitato” milioni di uomini alla alienazione totale dalla condizione di uomini per darsi totalmente all’  “altro”, ad una assurda e fumosa figura metafisica costantemente plasmata sulle esigenze, queste sì ben materiali, delle potenze teocratiche di turno.
La riconquista del legame vero ed effettivo dell’ uomo con la sua realtà materiale e quindi storica deve essere costantemente e rigorosamente rivendicata da chiunque assuma consapevolezza del danno devastante che l’idealismo metafisico-teocratico apporta alla convivenza umana.

Religioni e democrazia
Pochi ossimori possono essere tanto conflittuali e truffaldini quanto espressioni tipo: “Democrazia Cristiana”.  Nessun cristiano, nessun credente, potrebbe mai prosporre la fede in un Ente Assoluto alla convinta e sincera partecipazione ad una struttura politica storicamente determinata e quindi, dal suo punto di vista,  solo transeunte e strumentale.
La funzione delle varie “democrazie cristiane” è costantemente stata, è, e non potrà che essere in futuro, che quella di una scoperta finzione volta esclusivamente ad incrementare i margini di vantaggio che la casta teocratica già gestisce sulla base del suo infame ricatto.

La distruzione del passato
La distruzione di una vita è una tragedia. La distruzione della storia e dei suoi reperti è una tragedia elevata a potenza, per ogni generazione trascorsa.
Le rovine di Ninive, le statue del Budda, il saccheggio del museo di Baghdad, come allora l’incendio della biblioteca di Alessandria, i tentativi di distruggere le tracce della religione mitraica, dimostrazione concreta ed inoppugnabile della non storicità della figura del Cristo,  sono tutti concomitanti esempi di applicazione dei dettami della tradizione giudaico-cristiana:
deteuronomio  13:
“Se in qualcuna delle città che Jahve, tuo Dio, ti avrà dato per abitarvi, sentirai dire che sono venuti fuori di mezzo a te, uomini abietti, che seducono i concittadini, dicendo: – Su rendiamo culto ad altre divinità -, divinità che voi non avete conosciuto, tu indagherai, farai un inchiesta, esaminerai diligentemente e se risulterà vero e certo che una tal cosa abominevole è stata compiuta in mezzo a te, passa subito a fil di spada gli abitanti di quella città, votandola all’anatema con tutto ciò che vi è in essa.
AMMASSERAI TUTTE LE SPOGLIE IN MEZZO ALLA PIAZZA E BRUCERAI LA CITTÀ E TUTTE LE SUE SPOGLIE IMMOLANDO TUTTO A JAHVE, TUO DIO”.
Ed è giusto così, nell’ambito del dogma della eterna fissità di ciò che è giusto e di ciò che è santo. Lo sviluppo della civiltà altro non è, nella migliore delle ipotesi, che una sequenza di fattori accessori, superficiali e in fondo futili. Il rapporto vero e profondo dell’uomo non può che essere quello con un ente eterno, onnipotente e onnipresente. Gli idoli del passato, delle altre civiltà e delle altre religioni hanno sempre costituito quanto meno una fastidiosa remora per OGNI religione costituita.
Ricordiamo il feroce saccheggio delle vestigia della civiltà romana da parte della trionfante chiesa cattolica: quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini!
Ricordiamo la fusione di ogni opera d’arte bronzea di epoca romana!
La millenaria fatica dei monaci trascrittori è essa stessa parte integrante della distruzione culturale del passato sgradito: a fronte della accurata e meticolosa trascrizione dei filosofi della linea metafisica, quelli utili, troviamo tracce della produzione dei filosofi naturalisti-materialisti SOLO in quanto confutati all’interno di testi “amici”.
Numeri, 31
Mosè su ordine del Signore si adirò contro i comandanti dell’esercito, capi di centinaia e migliaia, che tornavano dalla guerra, dopo avere sterminato tutti i maschi, e disse loro: “Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro che hanno insegnato agli Israeliti l’infedeltà verso il Signore! Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con un uomo lasciatele in vita per voi. Poi purificatevi secondo le leggi del Signore, Voi ed il vostro bottino di guerra…” E il Signore disse a Mosè:”Tu, con il sacerdote Eleazaro e con i capi dei casati della comunità, fa il censimento della preda fatta: della gente e del bestiame; dividi la preda tra i combattenti e tra la popolazione, e preleva il contributo per il Signore, che darai al sacerdote, sia delle persone che del bestiame grosso che di quello minuto” .
Non dimentichiamo che dal 1948 e fino a stamattina, il sionismo, fondamento storico-teorico dello Stato di Israele, uno degli elementi centrali della geopolitica, si fonda sulla esatta e letteraria riproposizione di questa (e tante altre, l’intero Vecchio Testamento) repellente vergogna, e su questa fonda l’intero rapporto proprio e quindi dell’intero  nostro mondo occidentale con i popoli arabi!

Le teologie
Ognuna delle centinaia di religioni che infestano il percorso e lo sviluppo storico del genere umano ha costruito il suo, pur sempre enorme, corpus teorico, la sua teologia.
Se esaminiamo queste enormi masse cartacee, rinveniamo invariabilmente alcuni elementi comuni: ogni teologia scaturisce intanto dalla necessità, per la casta o per la sottocasta che l’ha espressa, di aprire violenti fronti di conflitto nei confronti di altre caste in concorrenza. Si inventano, per crearsi spazio vitale, assurdi ed allucinanti dogmi (tanto sono dogmi, chi se ne frega di coerenze o congruenze logiche! Magari si tratta dei 7 prepuzi del Cristo bambino!). Si sviluppano, a partire da questo corpus di dogmi, migliaia di pagine di assurdi pseudoragionamenti e si perviene alla conclusione che ogni altra religione in concorrenza è figlia del demonio, e va estirpata in ogni modo possibile.
Ogni teologia si presenta come una enorme piramide a testa in giù, appoggiata su di un unico punto, questo sì certo e per il teologo ferreamente solido: la esistenza di un qualche dio, che si chiami Signore, Javè, Allah, Ganesh o Budda, poco importa.
Toglici questo unico punto, e l’unica certezza dimostrabile è esattamente questa, e l’enorme piramide di gassose filosofie si sgonfia e scompare.

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