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Published on aprile 30th, 2012 | by Militant

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La folla è un gregge senza idee, che riceve pensieri e sentimenti dalla classe dominante

La folla è un gregge senza idee, che riceve pensieri e sentimenti dalla
classe dominante. Se non si ha vanità, non si può attribuire alcun
valore al plauso della folla. Finché il socialismo non si è fatto
spiritualmente strada fra le masse, il plauso della folla non può che
andare a gente senza partito o a oppositori del socialismo, allorché
solo un’esigua minoranza della classe operaia si sia innalzata sino al
socialismo. E tra gli stessi socialisti quelli stessi che lo sono nel
senso scientifico del Manifesto comunista sono a loro volta una
minoranza. La grande maggioranza dei lavoratori, quelli almeno che si
sono destati alla vita politica, sono ancora avvolti nelle nebbie delle
aspirazioni e di frasi democratico-sentimentali tipiche del movimento
quarantottesco, dei suoi prodromi e dei suoi postumi. Il plauso della
folla, la popolarità è la prova che si è sulla falsa via.
Pensare con rigore logico ed esprimere chiaramente i pensieri: ciò
impone di studiare. Studiare, studiare! Mentre altri architettano piani
per sovvertire il mondo e giorno dopo giorno, sera dopo sera s’inebriano
con l’oppio del “Domani è la volta buona!”, noi “demoni”, “banditi”,
“feccia dell’umanità” cerchiamo di approfondire la nostra preparazione e
di approfondire le armi e le munizioni per le lotte future. La politica
è studio: odiare a morte i politicanti da strapazzo e la loro
ciarlataneria. La scienza non deve essere uno svago egoistico: coloro
che hanno la fortuna di dedicarsi a studi scientifici devono anche
essere i primi a mettere la loro cognizione al servizio dell’umanità:
“Lavorare per il mondo”.
Pur con la più profonda comprensione per le sofferenze delle classi
lavoratrici, non si giunge alla concezione comunista attraverso
considerazioni sentimentali bensì attraverso lo studio della storia e
dell’economia politica; ogni spirito imparziale, non influenzato da
interessi privati e non accecato da pregiudizi di classe, deve
assolutamente giungere alla stessa conclusione. Studiare senza
preconcetti lo sviluppo economico e politico della società umana, e
scrivere soltanto con la decisa intenzione di divulgare i risultati
delle investigazioni con la ferma e precisa volontà di dare un
fondamento scientifico al movimento socialista che fino a ora si è perso
fra le nebbie dell’utopia: “Sono un cittadino del mondo, e dove mi trovo
agisco”. [K. Marx, Colloqui]

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