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Published on marzo 6th, 2017 | by Militant2

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La nuova sinistra arcobaleno, chi sono?

 

 

Chi sono i nuovi socialdem italiani, contro Renzi e Grillo, ma mai contro il capitalismo, pronti a catalizzare il dissenso di sinistra? RedMilitant vi presenta la nuova rosa, fatta su misura per l’elettore di sinistra italiano, che cambia il riferimento internazionale (non più Tsipras, bensì Podemos) ma non le parole d’ordine: auto-gestione dal basso (del capitalismo). Molti centri sociali hanno fatto confluire voti della sinistra antagonista a Demagistris e Pisapia, un po’ per entrare nelle stanze del potere municipale, un po’ perché mancano le basi culturali rivoluzionarie per rendersi indipendenti dai soliti politici di sinistra, parolai dal 1921 in poi. Per non parlare dei DemocraticiProgressisti, altra sirena per l’elettore di sinistra, per chi voleva votare PD perchè Renzi non era di “sinistra” ma tutto l’apparato del partito poteva anche andargli a genio.

 

DeMagistris: Il capo-popolo, l’uomo della gestione dal basso per eccellenza, l’uomo dei quartieri popolari napoletani. Davvero? Alle ultime elezioni DeMagistris in tutti i quartieri popolari e periferici di Napoli ha perso(1) mentre ha stravinto nei quartieri più borghesi e “radical” come il Vomero, Chiaia e Posillipo, quartieri dove un tempo vinceva la Bassolino. Piuttosto che illuderci del carisma dell’ex-magistrato e credere che sia riuscito a trasformare un elettorato piccolo-borghese in agguerriti rivoluzionari, desiderosi di auto-gestione municipale, preferiamo pensare che questo sia un chiaro messaggio della Napoli borghese al nuovo sindaco “La tua amministrazione non ci disturba, governa pure!”. Lo tengano a mente i centri sociali vicini al sindaco, perché i flussi elettorali mostrano quel che le belle parole di DeMagistris non dicono, cioè che il sistema non è spaventato dal rivoluzionario arancione.

 

Inoltre facciamo notare che quando si concede più potere alle associazioni dal basso, più autogestione popolare, ma non si contrastano le manovre capitaliste volte a distruggere il pubblico in favore del privato, non si fa altro che lasciare al popolo la gestione della povertà e l’organizzazione di un comune svuotato da ogni potere pubblico, a causa degli enormi debiti

 

 

Invitiamo infatti a considerare un po’ di numeri: Il Comune di Napoli, prima delle elezioni di giugno 2016, aveva verso le banche un debito pubblico di 810 milioni di euro ed un deficit di circa 671 milioni. La situazione oggi è notevolmente cambiata in seguito alle direttive della Corte dei Conti, su mandato delle banche e di Confindustria, a cui l’amministrazione De Magistris ubbidisce senza batter ciglio: dall’ultimo accertamento finanziario di settembre 2016, il disavanzo è schizzato da 671.000.000 a 1.433.566.607,86 di euro. Questo significa che i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, gli studenti, le classi oppresse saranno costretti, per via del cosiddetto Patto di Stabilità, a pagare un debito fino al 2044 a banche private. Soldi che saranno ricavati sottraendo risorse ai servizi sociali ed ai trasporti; tutte le partecipate del Comune sono di fatti in perdita ed indebitate ciascuna mediamente per oltre 1 milione di euro: Napoli Sociale S.p.A. è fallita ed è stata incorporata con tutti i suoi debiti, pari a 1.385.640,00 di euro, in Napoli Servizi S.p.A., la quale a sua volta appalta esternamente lavori per i servizi di sanificazione, pulizia e manutenzione degli uffici comunali. Spende, cioè, 3,3 milioni di euro per servizi che da statuto dovrebbe garantire essa stessa, sprecando, così, milioni di euro per mantenere per accontentare i privati a cui sono state fatte promesse elettorali in cambio di voti. (2)

 

 

Pisapia: Altro protagonista della vecchia “rivoluzione arancione” la sua politica può essere riassunta con un “Il popolo ha fame? Dategli le unioni civili” perché mentre venivano autorizzate e celebrate queste ultime, la giunta Pisapia sgomberava più case popolari occupate e campi rom delle vecchie giunte berlusconiane (3). Da notare poi che mentre cerca di candidarsi come leader della sinistra non-PD, intanto i suoi tagli e i vari pareggi di bilancio durante la sua amministrazione hanno affossano il Comune e chi vi lavora dentro. Dall’altra parte il sinistro Pisapia assume consulenti esterni e dirigenti spendendo fior di euro (4). In ultimo ricordiamo il caso Expo, migliaia di giovani che hanno lavorato gratis e sono stati sfruttati come bestie, senza risultati.

 

S.I: Sinistra ecologia e libertà ha cambiato nome, leader e riferimento internazionale, ma non ha cambiato politica, andare contro l’avversario di turno, senza impegnarsi su un programma indipendente e realmente anticapitalista e alternativo. L’unico obiettivo possibile di questo partito, senza programma, senza leader, senza una base che possa sostenerlo, è quello di prendere più poltrone possibili e sopravvivere, pagando caro il suo essere prima stampella del PD e poi moglie ripudiata e inacidita dal tradimento dell’ex compagno politico. Questo nuovo partito è infatti costituito dai vecchi membri del PD più invisi a Renzi, che non vedendo più uno spazio per avanzare nel vecchio partito, ne fondano uno nuovo e sperano così di ottenere più visibilità.

 

Non possiamo escludere che questi micro-soggetti con programmi speculari, ma affetti da grave protagonismo politico, si uniranno in coalizione nelle prossime elezioni. La nuova sinistra arcobaleno è pronta per acchiappare i voti delle masse popolari e vivere per altri 5 anni grazie alle belle parole? Noi non vogliamo permetterglielo. I fatti e i misfatti di questi soggetti ci hanno stufato, finchè esisteranno non si riuscirà mai a costruire un’alternativa seria che non sia semplicemente “antisistema” a parole, ma realmente anticapitalista e socialista.

 

 

 

 

(1) http://www.glistatigenerali.com/napoli_partiti-politici/borghesia-e-movimenti-insieme-cosi-de-magistris-e-diventato-padrone-di-napoli/

(2) http://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=5202

 

(3) http://www.linkiesta.it/it/article/2013/04/11/a-milano-piu-sgomberi-con-pisapia-che-con-la-moratti/12911/. A riguardo anche la posizione del PRC milanese è stata chiara: http://www.milanotoday.it/politica/case-popolari-sgomberi-rifondazione-comunista.html. Sulla questione ROM: http://popoffquotidiano.it/2015/08/19/milano-pisapia-sfratta-un-campo-rom-regolare/.

(4) http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_11/comune-record-collaboratori-spese-2111408174079.shtml.

 

 

 

 


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