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Published on ottobre 14th, 2011 | by Militant

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La paura del comunismo

In una delle sue tante apparizioni mediatiche, il nostro Primo Ministro ha affermato che in Italia è difficile governare perché c’è un’opposizione comunista che non permette di lavorare seriamente. A differenza che in altri paesi, dove i comunisti sarebbero diventati socialdemocratici, come in Germania, o laburisti, come in Inghilterra, in Italia invece i comunisti sono rimasti comunisti, afferma con una delle sue migliori facce di corno.

L’affermazione è ridicola e mostra l’ampiezza dell’ignoranza storica dei borghesi: vedere nella sconquassata e ridicola opposizione parlamentare italiana un’opposizione “comunista” è solo un prodotto delle loro paure. Non solo nei “democratici” che una volta si chiamavano (ma non lo erano) comunisti, ma anche nei partitucoli che conservano vergognosamente il nome di comunista, non c’è assolutamente nulla che possa accomunarli al programma dei comunisti.

Questo si caratterizza infatti per la dichiarazione rivoluzionaria di voler abbattere la proprietà privata, di socializzare i mezzi di produzione, di abolire la divisione dell’umanità in classi, di spezzare i confini e le ideologie nazionali e patriottiche ed ogni forma di oppressione di una minoranza sulla stragrande maggioranza dell’umanità.

Ebbene, niente di tutto questo si legge nella politica dell’opposizione “comunista”, parlamentare o meno, italiana. Al contrario, essi fanno a gara a chi si dimostra più patriottico, attento al bene dell’Italia, democratico, salvatore dei veri valori quali la famiglia, lo Stato, la proprietà privata, e chi più ne ha più ne metta in questo ciarpame vomitevole dell’ideologia capitalistica, già bollato più di 150 anni fa dal marxismo e oggi ancora appestante le menti ed opprimente i corpi degli uomini.

Ma l’affermazione del nostro Primo Ministro è stata recentemente ed ossessivamente  riproposta, in occasione delle elezioni amministrative. Così Berlusconi si è detto preoccupato di “rivedere le strade piene di bandiere rosse e di falci e martello” e da “chi vuol fare di Milano la Stalingrado d’Italia, mentre il suo candidato sindaco a Napoli, tale Lettieri, ha affermato che, se vincesse De magistris “con lui sindaco Napoli diventerà un soviet, si tornerà al muro di Berlino”.

Tali esternazioni sono estremamente significative perché dimostrano  che la paura del comunismo continua, ieri come oggi, a tormentare il conscio e l’inconscio del capitalista.

E questo, per noi marxisti e comunisti, è un bel segno: vedendo comunisti anche laddove non ce ne sono (ricordiamo il maccartismo del secolo scorso negli USA), ogni capitalista sa e dimostra di sapere, che il suo vero nemico è il comunismo, che gli toglierà ogni proprietà degli strumenti di produzione e degli infiniti edifici finanziari che oggi gli consentono di sfruttare la classe lavoratrice.

Collettivo Red Militant

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