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Published on aprile 20th, 2014 | by Militant

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Le due facce della Resistenza

Alla vigilia del 25 aprile riteniamo utile pubblicare  due brevi, ma assai significative, testimonianze sulla resistenza, sulle sue aspettative, sulle speranze che ha suscitato, ma anche su chi ne ha rinnegato il significato, bloccando la spinta di cambiamento che veniva dai partigiani.
Testimonianza di un operaio partigiano in “La Resistenza racconta”, a cura di Paolo Pescetti e Adolfo Scarpelli: ”Il mattino presto sul pennone dell’Innocenti sale una bandiera rossa, ne sono commosso. Dopo moltissimi anni finalmente essa poteva garrire al vento libera, poco dopo anche sul nostro pennone sale il vessillo della libertà, nel cui nome molti miei compagni affrontarono la morte e le sevizie più atroci; la nostra bandiera rossa anche se non era stata benedetta da prelati era stata benedetta dal sangue di tutti i nostri martiri”.
“l’Unita”, invece, in ossequio alla direzione “nazionale”, patriottica e pacificata, servile verso la Chiesa, impressa da Togliatti con la cosiddetta “svolta di Salerno”  arrivava a pubblicare,con evidenti intenti didattici verso   i militanti, la preghiera distribuita dal PCI alle formazioni partigiane.
Il giornale del 15 giugno 1945 ospita l’immagine di S. Michele Arcangelo che sconfigge il Diavolo, trafiggendolo con una lancia, (sic!) con la seguente didascalia: “Partigiani. Una sola idea, una volontà sol combattere per la patria e per la libertà. E in questa idea si componevano le loro divergenze di opinioni e di fede, in questa idea tutti trovavano la forza, non soltanto di amarsi, ma di comprendersi. Possa questo spirito che ha animato la parte migliore della gioventù italiana nella guerra di liberazione, continuare a pervadere i patrioti italiani in tutto il corso della rinascita democratica. Ecco l’immagine di S. Michele Arcangelo e la preghiera dei garibaldini distribuita alle formazioni partigiane del nostro compagno Moscatelli”. A fianco viene pubblicata la “Preghiera ai Garibaldini” che pubblichiamo perché tanti compagni, soprattutto i più giovani, imparino a conoscere dalla lettura diretta dei documenti i guasti terribili causati dalla linea imposta da Togliatti al partito dopo il marzo 1944. “O Signore – recita il testo in bella evidenza in prima pagina – Noi Partigiani d’Italia armati per la difesa della Patria contro il barbaro invasore nazista e contro il traditore fascista da queste vette inviolate delle Alpi Ti invochiamo: Glorifica i Generosi che lottarono e caddero al nostro fianco.  Sorreggi con la Tua Grazia i nostri propositi di disciplina, di sacrifizio, di dedizione alla Causa. Fa che, pur lontani dalle nostre case e dai nostri paesi sappiamo custodire nel cuore l’attaccamento al lavoro e alla famiglia. Benedici la nostra Italia e guidala sulla via della libertà e della giustizia sociale verso un avvenire democratico popolare”.
Noi onoriamo e sentiamo nostra la Resistenza per come ci è raccontata nella prima testimonianza che pubblichiamo. Ma non dimentichiamo l’altra, quella vilipesa e tradita, perché il ricordo diventi un impegno di lotta contro i revisionisti, vecchi e nuovi, che  ancora oggi santificano l’icona di Togliatti e dei suoi collaboratori.

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