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Published on novembre 24th, 2013 | by Collettivo Red Militant

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Le lotte dei lavoratori di Genova: un importante passo avanti

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La lotta dei lavoratori del trasporto pubblico di Genova ha dato segnali importanti di risveglio della coscienza di classe, un segnale che va ben oltre gli intenti iniziali da cui era partita la mobilitazione.

La stampa borghese, allarmata oltremisura, parla di sollevazione popolare che minacciava di estendersi “ai punti nevralgici della nazione proletaria” (Repubblica 24 novembre). Il sindaco di Genova ha lanciato l’allarme: “Una sollevazione generale con epicentro Genova, senza sapere dove andare, è un’ipotesi non del tutto scongiurata, vista la gravità della crisi finanziaria, ma non posso augurarmela”.

Comprendiamo bene le sue ragioni, le stesse che hanno tentato in tutti i modi di frenare le lotte. Dai prefetti ai sindacalisti tutti gli esponenti del regime borghese hanno cercato di isolare i lavoratori, presentandoli come fomentatori dei disordini e contrapponendoli al resto delle masse popolari genovesi.

Per la prima volta, dopo tanto tempo i lavoratori non hanno dato deleghe preconfezionate ai rappresentanti del sistema, la parte più avanzata di loro si è posta il problema del collegamento con le lotte di altri lavoratori di altre città.

Red Militant saluta con soddisfazione la mobilitazione di Genova che indica la strada da intraprendere: fare uscire le lotte dagli schemi precostituiti, fare avanzare la solidarietà tra sfruttati. Manca ancora il collegamento con la teoria rivoluzionaria e la spinta verso la costituzione dell’organizzazione comunista su scala nazionale. Tuttavia, dopo anni e anni di sonno riformista e di rassegnazione, è stato fatto un importante passo avanti. Occorre comprendere lati positivi (e anche limiti) della lotta perchè possa essere una tappa del processo di elevazione della coscienza delle classi sfruttate.

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