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Published on aprile 8th, 2018 | by Militant1

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UNA IMPORTANTE TESTIMONIANZA SULLA LOTTA DEI LAVORATORI AEROPORTUALI DI SIGONELLA

Sigonella 1997
Il 31 maggio di vent’anni fa il “Popolo dei cancelli” di Sigonella scriveva una storia di riscatto e dignità mai sopiti !
Nella notte del 31 Maggio 1997 il quartier
generale del “consorzio” Pae-Am-Climega
Sud scese ad occupare uffici e poltrone
delle gestioni aeroportuali di Sigonella…
Ci sembrò così strano, dopo una gestione
lunga ventun’anni , nei quali di cambio
d’appalto non si era mai parlato ed il lavoro
di tutti noi “dipendenti” non era mai
stato messo in discussione… Roberto
Zincone, imprenditore napoletano di grandi
capacità e di rara inventiva, con piccole
risorse e grandi idee aveva da principio
lavorato col servizio poste e bagagli, con
poche unità; a seguire aveva investito
anche nel trasporto merci su gomma;
crebbe poi come società di aerofotogrammetria,
e si affermò infine sull’intero territorio
nazionale con le gestioni aeroportuali,
aderendo quindi ad Assaeroporti… Con
lui cominciammo a lavorare, i più anziani
tra noi, dal ’76… Ci aveva fatto lavorare e
crescere come la sua “Alisud”, togliendo
molti di noi dalla strada e rispettando
sempre il nostro contratto, i nostri diritti, il
nostro salario ed i nostri rappresentanti…
Ma ora Zincone stava per morire, e tutte
le sue carte erano volate in mano alla
famiglia… Una società per azioni che non
aveva mai conosciuto “la crisi”, che era
cresciuta nonostante tutto, ed il cui rapporto
con il committente non aveva mai
subito scossoni, d’improvviso sembrò
gettare la spugna, come se non riuscisse
a reggere il confronto con “le circostanze”,
ed in men che non si dica si ritrovò fuori
dalla base… Le ultime parole di Zincone
alle maestranze, mentre un impiegato gli
sollevava i piedi per aiutarlo a salire in
macchina, furono queste: “Vagliò, non vi
preoccupate, tre o quattro giorni e saremo
accaddinta n’ata vota…”. A mezzanotte i
lavoratori di tutti e tre i turni si spostarono
di corsa, in macchina o a piedi,
all’ingresso est della base, quello italiano,
da cui sarebbe entrata la macchina coi
nuovi “gestori”… Un cambio d’appalto
“anomalo” dalla A alla Z, in verità; la
“Pae” (il socio americano del nuovo
“consorzio”) era stata fondata negli Stati
Uniti dalla moglie di Lyndon Johnson, e si
occupava esclusivamente di costruzioni; a
Sigonella sarebbe stata diretta da un cino
-americano ma solo agli esordi, poi avrebbe
lasciato suoi collaboratori locali che lo
avrebbero rappresentato negli anni a venire,
progressivamente scomparendo
verso altri lidi… “A.M.”, ovvero “Aviation
Management”, diretta da Pino Longo,
parente campano della famiglia Zincone,
rappresentava lo spezzone “aeroportuale”
della cordata; “Climega Sud” era una piccola
ditta di Fiumefreddo (Ct), e si occupava
di climatizzatori (?). Quel “consorzio”
con tutte le coperture possibili ed immaginabili
sul piano politico, istituzionale e
pseudo sindacale avrebbe, di lì a poche
ore, dimezzato gli stipendi, ridotto di varie
decine il personale dello scalo, cancellato
livelli professionali a più non posso e
“ridistribuito” le cariche dirigenziali ai propri
“prescelti”… Quella macchina giunse
presto ai cancelli. Al suo interno quattro
persone, uno di loro era Pino Longo… I
lavoratori la circondano mentre è ancora
in strada. Poi i cancelli si aprono… Polizia,
carabinieri e militari dell’Aeronautica,
dentro e fuori lo Scalo, cercano di arginare
la turbolenza di quegli arditi in tuta
blu… Il “Popolo dei cancelli”, a Sigonella,
nasce così, davanti all’ingiustizia ed agli
inganni del potere borghese, davanti alla
crudeltà di un mercato fondato sullo sfruttamento
e l’accumulazione, la cui forza si
chiama collusione e le cui armi sono il
sopruso, l’esclusione, la violenza… E’ la
memoria, oggi, incancellabile e irriducibile,
di una lotta mai finita, di un conflitto
passato alla Storia grazie alla tenace volontà
di quei lavoratori d’un tratto deprivati
dei diritti contrattuali, dei livelli professionali,
di metà del loro salario e, per molti
di loro, del lavoro stesso… Un mese intero
trascorsero in sciopero, giorno e notte,
davanti a quei cancelli, con le loro famiglie,
e i loro bambini; quarantasei giorni di
digiuno, che ebbero conseguenze irreparabili
in uno di loro, tremilaseicento ore di
sciopero “a singhiozzo” dopo il necessario
“rientro”, trentaquattro licenziamenti da
cui ci si dovette difendere attraverso i
tribunali, cariche della polizia con conseguenti
traduzioni in varie caserme, ed un
“arretramento” complessivo interamente
“dedicato” agli scioperanti e mai più
“normalizzato”; neanche quando, alla fine
di quell’appalto durato cinque anni, rientrò
(ma guarda un po’ i casi della vita !) la
vecchia gestione (con un nuovo look, un
nuovo nome ed un nuovo C.d.A., senza
Roberto Zincone, ovviamente) e la situazione
generale sembrò volgere ad una
sorta di “risanamento”… Quel risanamento
non ebbe mai luogo, parametri e condotta
stabiliti dal precedente “consorzio”
sono ancor oggi la spina dorsale della
“Alisud”, che dal suo rientro(2002) però si
chiama “Algese” (dove AL sta per Alisud,
GE sta per Gesac Handling (o GH)e SE
sta per Service Air); e da Assaeroporti,
l’associazione dei gestori, è passata ad
Assohandlers, l’associazione delle aziende
di facchinaggio, modificando la propria
posizione in Inps ed Inail e riducendo
ulteriormente le spettanze dei lavoratori e
non solo… Non si tratta più, quindi, di una
società di gestioni aeroportuali, ma di una
azienda di facchinaggio, con tutto il rispetto
e l’affetto per una categoria obiettivamente
indispensabile, e dagli utenti stimatissima.
La domanda è: ma che ci state a
fare allora a Sigonella, il cui Comando
militare U.S.A. necessita di una società di
gestioni aeroportuali, ed è così dal ’76, ed
il nostro lavoro all’interno non è mai cambiato,
né alcun lavoratore ha mai sottoscritto
un “altro” contratto, svolgendo da
sempre le stesse mansioni ? E quei 154
milioni di dollari a quinquennio che il committente
versa alla ”società di gestioni”,
che fine faranno? O ci saranno ancora…?
Così, trattandosi di domande molto impegnative
e “difficili”, ed avendo i lavoratori
aeroportuali della Base a cuore, tanto il
loro lavoro che il loro amor proprio e la
loro libertà, hanno presentato un esposto
alla Procura della Repubblica di Catania il
13 Marzo del 2015, in modo che sia essa
stessa attraverso opportune indagini ed
inerenti approfondimenti, a chiarire l’intera
vicenda ed a fornire tutte le risposte secondo
giustizia, così tanto a lungo desiderate
e attese. Le indagini sono, ad oggi, in
corso, nella fase preliminare. I “lavoratori
in lotta” ricordano… E comprendono,
sempre più e sempre meglio, quel che è
loro accaduto… Questo ventennale riporta
alla nostra mente ed ai nostri cuori una
“foto”, mai ingiallita, né archiviata; in essa
i crumiri sono , e restano, crumiri; i venduti
sono, e restano, venduti; ed i compagni,
quelli veri, quelli delle barricate, non quelli
delle “sceneggiate”, restano compagni, a
prescindere dal tempo che scorre e dalle
infauste strategie aziendali che oggi come
ieri, immutabilmente, confermano
l’inguaribile vampirismo di padroni e campieri.
Una esperienza collettiva, sociale di
antico sapore romanticamente insurrezionalistico
e concretamente solidaristico, a
suo tempo “ripresa” da Ken Loach, il cui valore non muta e mantiene “in sella”,sempre pronti a “ripartire”, quanti ancor oggi credono irremovibilmente nel diritto e nella civiltà, e reclamano energicamente quanto è stato loro vilmente sottratto.
Nell’avviarmi rapidamente a concludere,
vorrei partecipare ai lettori poche righe,
tratte da una “poesia in forma di lettera”
scrittaci da un nostro amico ed ex collega,
un anno dopo i fatti di Sigonella… Sono
parole che vorrei giungessero a tutti come
un’espressione di solidarietà militante, ma
anche come un’esortazione: “…Sono
stato dei vostri, che onore per me poterlo
scrivere adesso, accanto alle parole
salde e calme della vostra lotta.
Non siete più gente che fa un mestiere,
ora siete pece nei passi dei profittatori,
sabbia nei loro occhi, siete colla che
tiene insieme dignità e pazienza, siete
la trasmessa eredità di un secolo di
offesi in rivolta e di prepotenti sbaragliati.
Vostro Erri De Luca.”- ■
Gaetano Ventimiglia
coordinatore provinciale intercategoriale
CUB Catania

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