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Published on maggio 7th, 2012 | by Militant

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Migliaia di prigionieri palestinesi in sciopero della fame e nessuno ne parla: spezziamo il silenzio! | Palestina Rossa

E’ dal 17 aprile, Giornata dei Prigionieri Palestinesi, che nelle carceri israeliane migliaia di detenuti palestinesi digiunano per protestare contro il regime disumano cui sono sottoposti.

Sono circa 6.000 i prigionieri palestinesi detenuti in 17 carceri, compresi donne e bambini. 330 sono trattenuti in detenzione amministrativa senza che siano state avviate accuse formali contro di loro. La detenzione amministrativa può durare anche anni e può essere prorogata da una corte militare, senza che ci sia possibilità di appello. E’ superfluo ricordare come un simile regime carcerario violi tutti i trattati internazionali per i diritti umani. Tra i detenuti palestinesi, 28 sono membri eletti del Parlamento, tra cui tre ex ministri. Vi sono anche Marwan Barghouti, leader di Al Fatah, condannato a più di cinque ergastoli, e Ahmad Sa’adat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, condannato a 30 anni. Ad oggi metà dei prigionieri è entrato in sciopero.

Quello che chiedono con questo sciopero della dignità e della fame i detenuti palestinesi è solidarietà internazionale e riconoscimento delle loro richieste: 1 la fine della politica di isolamento che viene utilizzata per deprivare i prigionieri palestinesi dei propri diritti; 2 il permesso alle famiglie dei prigionieri provenienti da Gaza di visitare i propri parenti, diritto che viene negato da oltre sei anni; 3 il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni e la fine della “legge Shalit” che vieta quotidiani, materiali di studio e canali tv; 4 la fine delle politiche di umiliazione a cui i prigionieri e le loro famiglie sono sottoposti: perquisizioni fisiche, raid notturni e punizioni collettive. Dal 1967 ad oggi, si stima che almeno il 20 per cento della popolazione palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza abbia subito un arresto.

viaMigliaia di prigionieri palestinesi in sciopero della fame e nessuno ne parla: spezziamo il silenzio! | Palestina Rossa.

Mentre le condizioni di salute dei prigionieri peggiorano i politici Israeliani si sbilanciano con affermazioni agghiaccianti:

il ministro per la Sicurezza Interna di Israele, Yitzhak Aharonovich, definisce i detenuti palestinesi “terroristi dalle mani sporche di sangue”.

Shaul Mofaz, leader di fresca nomina del partito Kadima, a capo del Comitato per gli Affari con l’Estero, chiede di “inasprire le misure contro i detenuti palestinesi”.

Il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, chiede di sbarazzarsi dei detenuti palestinesi, e Silvan Shalom, vice premier di Israele, chiede di “applicare nei loro confronti la pena di morte”.

Ancora, dal partito di maggioranza, il Likud, i deputati Danny Danon e Yisrael Katz, ministro dei Trasporti, promuovono l’adozione di nuove leggi punitive per i detenuti palestinesi.

CONTRO LO STATO TERRORISTA ISRAELIANO, SOLIDARIETA’ INCONDIZIONATA AL POPOLO PALESTINESE!

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