Iniziative no image

Published on ottobre 19th, 2011 | by Militant

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Per i diritti dei migranti del megaCara di Mineo

Da oltre un mese la gestione del centro dovrebbe essere passata al cons. di coop. Sociali “Sisifo” (lega Coop) ma la CRI continua a fornire i servizi per i richiedenti asilo con spese esorbitanti (solo per il cibo 17.000€\giorno -quasi 10€\persona-). Ma anche la Sisifo non naviga certo in acque limpide: con centinaia di appalti finanziati dalla regione intasca milioni di euro speculando su tossicodipendenti, immigrati, anziani ecc ecc (ricordiamo che alcuni dirigenti di Sisifo sono indagati per aver lucrato sui loro “ospiti” a Lampedusa).

Intanto i drammatici problemi che da mesi denunciamo sostanzialmente persistono e peggiorano:

  • I richiedenti asilo hanno diritto nello schema di capitolato per i Cara ad un contributo di 5 euro ogni 2 giorni più a schede telefoniche, collegamenti ad internet e sigarette, INVECE nel megaCara di Mineo, non è stato mai dato alcunché, la condizione d’indigenza pertanto è cresciuta. (tanti coloro che non hanno il denaro per pagare il permesso di soggiorno e sono ancora dentro il CARA).

  • Il collegamento con Mineo, con bus navetta (ditta Simili) di 50 posti per 1800 richiedenti asilo, era a pagamento e in realtà si era costretti ad andare a piedi; ora anche questo unico bus è stato eliminato.

  • Le commissioni esaminano le domande a rilento con un pessimo servizio d’interpretariato e con sommari dinieghi.

  • Ancora non è iniziata la nuova gestione, pubblicizzata dal soggetto attuatore on. Castiglione come esempio di efficienza e trasparenza ma a Mineo è iniziato il freddo autunnale ed ancora non si provvede al cambio d’ indumenti più adeguati.

Da mesi denunciamo che questa scellerata esperienza del megaCara di Mineo, in attuazione delle disumane politiche governative, nei fatti moltiplica, anziché prevenire, le emergenze.

Mentre da mesi si lascia i richiedenti asilo senza quel po’ di denaro (previsto per legge) , c’è chi già comincia a cavalcare la protesta fra gli agricoltori creando l’allarme sicurezza, che sta contagiando anche le amministrazioni comunali circostanti.

Sin da marzo ininterrottamente abbiamo promosso numerose attività (sportello legale, distribuzione di dizionari e vestiti, animazione musicale, incontri interetnici e da luglio, grazie ai medici della Lila, assistenza sanitaria), ma l’attenzione dei media è stata quasi inesistente.

Come Rete Antirazzista Catanese, insieme a varie realtà solidali, sin dall’inizio di questa dispendiosa e clientelare avventura abbiamo proposto che la strada di una reale accoglienza ( non certo quella in atto con finanziamenti a pioggia a neonate associazioni locali) è diametralmente opposta a quella di un centro di segregazione lontano dai centri abitati: moltiplicando i progetti SPRAR nei paesi del calatino ed in tutta la Sicilia, con costi molto più ridotti, si favorirebbe una reale inserimento sociale dei migranti, così come da anni avviene a Riace ed in alcuni paesi della Locride. Tuttavia il governo preferisce “favorire” acquiescenti associazioni pseudo umanitarie, le cui truffe nel business della reclusione/”accoglienza” sono sempre più evidenti.

Se nel CARA si soffre l’isolamento, il freddo, la fame…se nel calatino la popolazione ha paura e diffida di questi ragazzi carcerati la colpa è del governo e non degli immigrati!

 CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA’ » IN TEMPI RAPIDI E’ POSSIBILE E PER I MIGRANTI E’ NECESSARIO!

SABATO 22 ottobre dalle ore 17 nel piazzale di fronte al CARA di Mineo

INCONTRO INTERETNICO

(sarà presente un camper con i medici della LILA)

Rete Antirazzista Catanese

Collettivo Red Militant

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