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Published on aprile 10th, 2017 | by Militant2

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Preferivamo la guerra fredda

 

La rappresaglia americana del 6 Aprile 2017 contro la Siria, al di là della verità sulle armi chimiche o no ha mostrato al mondo tante contraddizioni, alcune più evidenti di altre. Era meglio la guerra fredda? Considerando le tante vittime civili nel corso di questi anni post caduta del muro, non è una domanda banale. L’attacco alla Siria:

Ha mostrato che così come i democratici al governo per 10 anni erano guerrafondai e imperialisti, così anche la nuova leadership repubblicana non è da meno.

Ha mostrato come, nonostante esista un organo super-partes come l’ONU che dovrebbe vigilare  e far rispettare gli accordi e i trattati internazionali, in realtà è l’interesse imperialistico americano che esercita la sua giustizia quando più gli conviene.

Ha mostrato che i così detti leader “moderati” borghesi sono pronti a sottomettersi ad una chiara violazione dei trattati internazionali e ad andare dietro alla prova di forza di un paese imperialista, quello USA, che vuole dimostrare di poter essere ancora egemonica nel mondo.

Ha anche segnato uno spartiacque tra i politici borghesi definiti “moderati” in larga misura favorevoli all’aggressione statunitense e gli “sconsiderati” politici populisti (Da Corbyn a Melenchon, fino alla LePen) che almeno a parole sono ostili all’intervento. 

Ha fatto cadere anche la maschera delle “sanzioni internazionali” visto che per un attacco tanto barbaro l’America rimarrà impunita, poiché anche i politici borghesi “antisistema” non hanno alcuna intenzione di andare oltre le parole di condanna, magari minacciando agli USA lo stesso trattamento che hanno avuto con la Russia.

 Intanto la Siria è distrutta, non esiste più se non come entità astratta. Dopo una guerra che dura dal 2011 e che la borghesia occidentale sperava di finire presto la sua campagna di conquista e balcanizzazione, la popolazione è decimata e l’esodo verso terre più fortunate è bloccato da muri sempre più numerosi. Come si può affrontare il problema degli esodi senza affrontare quelli della guerra? I politici borghesi calano la maschera e il sogno di un mondo pacifico e ricco per tutti, con libertà di movimento e regolato da organismi superiori agli stati nazionali, va in frantumi. La realtà è che esiste una piccola oligarchia che decide delle sorti del mondo e mette il resto di questo davanti alla scelta di schierarsi o tacere. I lavoratori non devono tacere, dobbiamo tutti dire che l’imperialismo significa guerra e solo la fine dell’imperialismo può portare ad una pace duratura, cosa impossibile finchè il capitalismo sarà il sistema economico vigente e finchè saranno i politici borghesi a governare il mondo, sia ad ovest che a est. Noi sappiamo bene che un movimento per la pace non può fermare le guerre decise a tavolino dai governi, ma speriamo comunque che le popolazioni del mondo riescano a mobilitarsi per evitare un nuovo Iraq, poiché l’indifferenza opera nella storia, anche se passivamente


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