Scuola e università

Published on ottobre 14th, 2012 | by Militant

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Profumo? No, puzza del capitalismo in decomposizione

La scuola e l’università occupano un posto privilegiato nei progetti di smantellamento di tutto ciò che è pubblico. Assieme alla sanità, l’istruzione pubblica ha subito, nel corso di questi anni, tagli drastici, ridimensionamento dei diritti, apertura di sempre maggiori forme di privilegio per l’istruzione privata.

Da un lato sono stati tagliati i soldi per gli insegnanti e i docenti precari sono stati privati della prospettiva di un lavoro, dall’altro, con la cosiddetta legge Aprea, vengono spazzati via i diritti conquistati dagli studenti con le lotte degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, dal diritto di assemblea, a quello do partecipazione agli organi collegiali. In compenso si aprono le scuole ai privati, si rendono gli studenti succubi delle banche con prestiti-capestro, vengono aumentate le tasse per l’università, si riduce sempre più la possibilità di una fruizione di massa dell’istruzione attraverso test selettivi che rappresentano vere e proprie forme di sbarramento all’accesso all’università.

Non è un caso che mentre le somme dedicate all’istruzione vedono l’Italia agli ultimi posti in percentuale in Europa, i laureati sono sempre meno ed in gran parte privi della possibilità di un lavoro dopo il completamento degli studi.

Tutto questo non è colpa del destino, nè tanto meno, soltanto, di questo governo. La crisi in atto nel sistema capitalistico richiede di concentrare risorse verso i profitti, tagliando voci “improduttive”, almeno nell’immediato, per i padroni. Ne consegue l’affermazione dell’ideologia della privatizzazione sfrenata, del massacro sociale a cui è necessario contrapporre non più forme di lotta non più anchilosate ma, al contrario, determinate nell’individuare la necessità di rompere ogni passività verso i padroni e i loro interessi di classe. La rottura della pace sociale non è uno slogan ma un’esigenza vitale, oggi irrinunciabile, se vogliamo ancora poter pensare alla conquista di un futuro dignitoso.

Impegniamoci nella lotta, quindi, fuori da ogni residua e inconsistente illusione riformista. Il riformismo fa parte del libro dei sogni. Occorre battersi per cancellare questo sistema sociale, marcio e putrescente in ogni sua espressione.

 

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