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Published on ottobre 31st, 2014 | by Militant

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Renzi, Landini e gli operai: due compari e un pollo!

Le manganellate sulle teste dei lavoratori della Thyssen Krupp rappresentano l’ufficializzazione mediatica della svolta repressiva promossa dal governo Renzi.
E’ bene che chi scende in piazza per manifestare sappia cosa lo aspetta: manganellate a non finire come monito a subire rassegnati il dominio di classe dei padroni.
L’abolizione dell’art.18, i licenziamenti, la flessibilità vanno accettati in silenzio e guai a chi osa ribellarsi.
In questa corsa al massacro dei diritti dei lavoratori va di scena il consueto gioco delle parti.
Il “duro” Landini, noto per il suo rapporto privilegiato con il Matteo nazionale, ne colleziona una dopo l’altra.
Dopo le legnate sbirresche non trova di meglio che annunciare “Ho chiamo subito a Del Rio”. Con lo stesso ministro ha fatto poi un’armonica conferenza stampa in cui si è guardato bene dal chiedere le dimissioni del Ministro Alfano ed ha allungato  la mano compassionevole verso i poliziotti che “devono essere messi in condizione di svolgere il loro lavoro”.
E se questo è il “duro” figuriamoci gli altri sindacalisti confederali, a vario titolo asserviti e conniventi con il binomio padroni-governo.
A farne le spese sono i lavoratori, a partire da quelli della Thyssen Krupp per i quali la disperazione rende più agevole la penetrazione del veleno nazionalista. L’identità tedesca della multinazionale che li affama diventa il centro del loro risentimento, ignorando il fatto che gli sfruttati tedeschi non traggono alcun beneficio dalla loro miserevole condizione.
Le bandiere nazionali sono l’ennesimo specchietto per le allodole per deviare la giusta rabbia operaia.
Marx ricordava che i lavoratori in lotta “non devono dimenticare che combattono gli effetti, non le cause di quegli effetti”.  Mai insegnamento può essere più attuale!
Ai lavoratori di Terni, come a quelli della TRW di Livorno, a quelli della Titan e della Nokia, a tutti coloro che vivono i licenziamenti sulla propria pelle diciamo: i nemici sono il padrone e il governo che ne serve gli interessi.
Né ministri, né vescovi, né prefetti né, tantomeno, sindacalisti complici possono offrirvi una soluzione ai vostri problemi
Abbattere il regime padronale, mettere le fabbriche sotto controllo operaio, espropriando gli espropriatori è l’unica via d’uscita.

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