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Published on giugno 26th, 2012 | by Militant

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Se l’occidente attacca la libertà di parola

La libertà di parola e informazione tanto cara ai paesi occidentali oggi sta diventando scomoda per i suoi governi. Internet è un bene preziosissimo dove tutti possono diffondere libera informazione, un mezzo che spezza il vecchio meccanismo di controllo della stampa statale, che può impedire attraverso la legge di istituire nuove testate giornalistiche qualora queste non siano di suo gradimento e che da la possibilità a qualsiasi persona di denunciare e riportare avvenimenti senza possibilità di distorsioni mediatiche.
Ebbene questo mezzo non è più gradito ai paesi “avanzati” e “civili”, essi denunciano la mancanza di libertà di informazione e di diffusione di notizie tramite internet nei paesi loro concorrenti, come Russia, Cina, Iran o Siria, ma allo stesso tempo anche loro esercitano pressioni e coercizioni a chi diffonde materiale scomodo per la loro stabilità e la loro verità su internet. Youtube è uno dei primi mezzi colpiti, migliaia di video dannosi per l’informazione dell’alta finanza occidentale vengono oscurati, ai tempi della guerra in Libia moltissimi video che testimoniavano ciò che accadeva in quel paese sconvolto da una guerra civile, per molti frutto di manipolazioni internazionali, erano stati oscurati in modo che solo la stampa convenzionale potesse dare il suo resonconto dei fatti. Ma non sono solo i video ad essere oscurati, blog in Spagna, Polonia, Canada, Usa critici verso figure pubbliche di spicco sono stati cancellati e le richieste per svolgere tali azioni di censura continuano ad arrivare a motori di ricerca del calibro di Google. Anche in Italia tali misure vengono adottate, ripetuti attacchi contro la stampa, anche convenzionale, solo perché osano trasmettere informazioni scomode per figure pubbliche da sempre considerate intoccabili e che necessariamente devono mantenersi pure agli occhi dell’opinione pubblica, si veda il presidente Giorgio Napolitano.
Considerando gli ultimi avvenimenti che hanno reso scomoda l’informazione per certi partiti politici come Lega o PDL, ma anche la spina d’orsale floscia di altri come PD o SEL riguardo certi argomenti, sicuramente azioni coercitive verranno prese in considerazione e attuate; che venga calato su di esse il velo della legalità italiana poco importa, rimangono e rimarranno sempre limitazioni che i governi conservatori e reazionari devono attuare per mantenersi puri davanti ai cittadini.
La stessa libertà di Wikipedia viene messa sotto attacco per vie legali dal nostro governo come da altri.

Anche un bambino capirebbe che tutto ciò è volto a monopolizzare l’informazione e a rimetterala sotto il giogo dei governi che, a causa di questo mezzo ormai impossibile da sdradicare qual’è internet, hanno intravisto la possibilità di essere ostacolati nel loro processo di asservimento culturale e formativo dei loro docili elettori, facendo aprire gli occhi ad alcuni e svelando altarini considerati fino a poco tempo fa tabù. Ovviamente la censura colpisce anche facebook, essa avviene anche nel campor religioso, inutile dire quante pagine scomode vengono cancellate giornalmente (ad esempio le pagine anticlericali facenti parte della lista nera del pontefice minimo).
Disse Goya: “il sonno della ragione genera mostri”, ebbene l’obbiettivo è proprio quello di mettere a tacere la ragione degli uomini per plasmare a loro piacimento la loro personalità e intelligenza, ben vengano i cittadini industriosi, abili manualmente e capaci di far fruttare milioni alle ziende con il loro spiccato senso pratico e le loro idee geniali, ma alla larga e sotto terra coloro che osano guardare oltre il velo angelico e perfetto dei governi liberali occidentali e si guardano in giro cercando una nuova verità e nuovi sistemi sociali. Ma perché adesso e non prima? Ovvio che in tempi recenti la popolazione ha cominciato a prendere dimestichezza con la rete, questa è diventata di facile comprensione per la grande maggioranza della popolazione e la vita risulta impossibile senza questo indispensabile strumento, ma i governi non si sarebbero mai preoccupati di questo se non fossero avvenuti stravolgimenti nell’ultimo periodo che hanno messo a dura prova la solidità del sistema e la credenza che questo fosse giusto e perfetto. Prima non c’era bisogno di imbavagliare l’informazione non controllata, coloro che denunciavano il grande occidente erano considerati folli che per interessi personali non accettavano l’attuale stato di cose, ma oggi, in tempi in cui milioni di lavoratori vengono gettati nel baratro della disoccupazione e della miseria questi critici vengono presi sul serio, vengono ascoltati e si diventa più coscienziosi della realtà dei fatti, così non è più possibile condere loro questo pericoloso mezzo di informazione, devono essere zittiti. Ottimo per loro il metodo del bavaglio legale, esso concede ampie possibilità di manovra in rete, ma non basterà, ci sono altri modi per impedire l’accesso all’informazione libera senza eliminare internet per intero, le condizioni precarie dei protafogli cittadini potrebbero portare i governi alla felice idea di istituire tasse su questo mezzo, di limitarne in qualche modo l’accesso ai più poveri, coloro i quali desiderano davvero uno stravolgimento del sistema attuale. Senza troppe divagazioni che potrebbero allontanarci dalla realtà, continuiamo ad affermare l’illibertà presente nei paesi occidentali, essa c’è ma è nascosta, cercate la verità, strappate i veli dell’ignoranza, guardate le cose oggettivamente e usate la ragione senza pregiudizzi pre-installati nelle vostre menti per riuscire a capire ciò che accade intorno a voi. Non facciamoci privare dell’informazione libera, essa è una libertà preziosa e non possiamo permettere che ci venga tolta.

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