Politica Interna baratro_01

Published on aprile 26th, 2013 | by Militant

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Sull’orlo del baratro

Per tanti anni ci hanno ripetuto la litania che il pericolo “numero uno” era Berlusconi, che occorreva turarsi il naso e votare per ilcentrosinistra, per salvare, addirittura, la “democrazia” nel nostro paese.
Il tempo ci ha dato ragione: l’ammucchiata del ceto politico borghese si consolida definitivamente senza più ipocrite foglie di fico. Non occorrono più finti governi tecnici ad operare il massacro sociale.
Il grande capitale italiano e internazionale ha posto fine alla farsa parlamentare, imponendo la rielezione di Napolitano, agente fiduciario degli affari dei capitalisti.
L’incarico di formare un governo bipartisan a Letta mette in rilievo la “Santa alleanza” che lo schieramento politico del sistema borghese mette in piedi per garantire gli interessi padronali. Oggi non è più l’epoca di chiedere cambiamenti di governo o elemosine sociali. La classe dominante vuole il  controllo sulla vita stessa dei proletari; non si accontenta più di intensificare lo sfruttamento o la precarietà ma vuole costruire un programma generalizzato di sacrifici che colpisce, a tutti i livelli, le diverse generazioni di proletari.
A cavallo tra il 25 aprile e il 1° maggio, date storiche nella lotta di liberazione delle classi sfruttate, chiamiamo disoccupati, immigrati, precari, pensionati a combattere con decisione la lotta di classe contro gli affamatori.
Nelle strade, nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole e nelle università occorre rilanciare una lotta generalizzata contro il sistema capitalista, che mostra, senza più ipocrisie, il suo lato bestiale.
Il “Manifesto del Partito comunista” ci insegna che “i comunisti si distinguono dagli altri partiti […] per il fatto che da un lato, nelle varie lotte nazionali ed internazionali dei proletari, essi mettono in rilievo e fanno valere quegli interessi comuni dell’intero proletariato che sono indipendenti dalla nazionalità; dall’altro lato, per il fatto che, nei vari stadi di sviluppo che la lotta fra proletariato e borghesia va attraversando, rappresentano sempre l’interesse del movimento complessivo”. Questo programma, di straordinaria attualità, sintetizza l’inconsistenza di ogni retorica nazionalista e la necessità di una lotta comune degli sfruttati, senza confini nazionali, di razza, di lingua, di fabbrica. Il Primo maggio di un anno fa in tutte le maggiori città del mondo i comunisti organizzavano imponenti manifestazioni di lotta contro le politiche di austerità e di sacrifici imposti dal Capitale. Il movimento comunista si rafforza in tutto il mondo, fuori e contro i rigurgiti dell’opportunismo delle socialdemocrazie.

Le farse democraticiste sono ormai il passato, il socialismo è l’unico, credibile, futuro se non si vuole che il capitalismo porti l’umanità ad un disastro senza via d’uscita.

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