Politica Interna

Published on settembre 9th, 2014 | by Militant

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Un autunno di lotte senza compromessi!

Il governo Renzi sta mostrando il suo vero volto. Passata la campagna elettorale, caratterizzata dallo spot propagandistico degli “80 euro in busta paga”, oggi impone alle masse popolari la rigida applicazione dei parametri finanziari definiti dal grande capitale europeo ed italiano.
L’ex boy scout va a Cernobbio a ufficializzare il suo ruolo di maggiordomo dell’intera classe padronale, privo di qualunque autonomia persino formale dai loro obiettivi di politica economica. Nel frattempo viene smantellata definitivamente la scuola pubblica, trasformata in luogo di allevamento di docenti servili (falsamente etichettati come “meritevoli”),  costretti a prostituire la loro intelligenza e capacità didattica per ottenere qualche euro in più in busta paga. Le scuole verranno subordinate agli interessi dei padroni che troveranno, con il pretesto dell’apprendistato, manodopera a costo zero nelle aucorruzione-640x426-620x330le scolastiche. Tutto ciò mentre le scuole private acquisiranno continui  e vergognosi privilegi.
Ma Renzi non si ferma qua: prende l’impegno con la Nato di aumentare le spese militari nonostante già adesso vengano spesi 70 milioni di euro al giorno per finanziare il complesso militare industriale e i mercenari in giro per il mondo. Per di più partecipa servilmente alle manovre militari ai confini della Russia, assieme agli altri paesi-satellite degli Stati Uniti, infilandosi nella prospettiva di un devastante conflitto bellico.
Di fronte a tutto questo gli “alternativi” che fanno? Sbandano vistosamente:

Tsipras, enfant prodige della sinistra radical chic, non trova di meglio che trattare “ragionevolmente”  con i rappresentanti della classe sfruttata recandosi a Cernobbio per elemosinare qualche concessione alla classe padronale.  Alla fine ha persino lodato Draghi e Monti, auspicando un ruolo attivo della Banca europea per gli investimenti, sotto la direzione dell’Unione europea, con l’obiettivo di rafforzare la “coesione sociale”, cioè la negazione della lotta di classe e la rassegnazione al domino dei padroni !

I sindacalisti consociativi e complici, a partire da Camusso e Landini, vivono paralizzati dalle loro contraddizioni. Da un lato preannunciano per ottobre mobilitazioni al cloroformio, prive di reale consistenza e di prospettive di lotta, dall’altro mantengono aperta una “linea di credito” verso Renzi (Landini) e ne riconoscono, addirittura, “una grande volontà di cambiamento” (Camusso) .

Di questi rappresentanti i lavoratori e gli sfruttati non hanno davvero nulla da farsene.
Il borbottio servile della cosiddetta “sinistra” non risolve i problemi degli sfruttati: ai lavoratori di Termini, dell’Ilva di Taranto, dell’Alcatel a quelli dell’Ast di Terni, agli insegnanti, ai giovani precari diciamo a chiare lettere che occorre respingere la politica delle illusioni e lottare in modo finalmente incisivo contro gli sfruttatori, il loro governo, i loro scagnozzi sindacali.
Le fabbriche in crisi vanno espropriate e messe sotto il controllo dei lavoratori stessi, va costruito un vasto fronte di lotta di disoccupati, precari, lavoratori, per mettere all’ordine del giorno la questione dell’alternativa al modello sociale in cui siamo costretti a vivere.

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