Iniziative 00-quiet-01

Published on marzo 1st, 2013 | by Militant

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4\3 Cena autofinanziamento indagati TAV Catania (collettivo Experia)

Pubblichiamo il comunicato:

Tra Gennaio e Febbraio 2013 sono stati emessi dalla questura di Catania, per opera del pubblico ministero Serpotta, una quarantina di avvisi di garanzia e conclusione delle indagini preliminari. Verrebbe da pensare che un’operazione come questa che ha costretto polizia e magistratura ad un duro lavoro, iniziato ben tre anni fa, sia finalizzata a colpire e scardinare una delle più pericolose realtà malavitose catanesi… Verrebbe da pensare che hanno trovato i responsabili di questa crisi che da anni, ormai, strangola le famiglie italiane… o che hanno stanato coloro i quali, in questi anni, sono riusciti a svendere il nostro patrimonio per profitti personali o che hanno creato un debito comunale di oltre centomilioni di euro… La verità è un’altra. Purtroppo i soldi pubblici, i nostri soldi, sono stati spesi per cercare (inutilmente) di zittire tutte quelle realtà che da anni non sono riuscite a piegarsi dinnanzi ai poteri forti e alle ingiustizie sociali.
Risulta, dunque, fin troppo chiaro il loro progetto: nessun dissenso e nessuna opposizione dal basso può essere più tollerata senza sfociare inesorabilmente in un vortice di repressione che opprime sempre più, a colpi di denunce e fogli di via, chi cerca di trasformare la rabbia per questi atti di palese coercizione in motore di resistenza e di cambiamento sociale ed economico. La situazione è ancor più grave se si pensa che la repressione in questi giorni a Catania non ha colpito solamente le avanguadie di lotta ma ha riguardato tutti; sono stati colpiti da queste azioni meschine ed insensate anche amici, fratelli, compagni e semplici cittadini colpevoli di non voler piegare la testa, manifestando la propria rabbia ed il proprio dissenso verso la costruzione di un’opera pubblica assurda, la TAV, il diritto alla casa negato e l’infame sgombero del CPO Experia.
La repressione ci colpisce adesso perché le nostre lotte sono le lotte di tutti ed oggi più di ieri c’è bisogno di lottare per evitare che vengano soppressi anche quei pochi diritti rimasti. La repressione ci colpisce adesso anche perchè i movimenti sono riusciti a fare della lotta l’unico strumento di opposizione alla costruzione dell’eco-mostro di Niscemi, e cerca di intimorire la crescente solidarietà che la lotta NO MOUS sta riuscendo ad estendere all’insieme dei movimenti sociali che si oppongono alle devastazioni ambientali, alla militarizzazione dei territori ed alla precarizzazione delle nostre vite.
È chiaro che si cerca di colpire coloro che hanno dimostrato di sapere esprimere una critica radicale a questa società rifiutando la falsa mediazione di chi ci vorrebbe asserviti ed indifferenti a questo sistema. E’ evidente che si tenta di reprimere chi indica come unica prospettiva possibile l’anticapitalismo, l’antifascismo e la difesa del proprio territorio.
Potremmo fermarci dinnanzi a questa legge che brutalmente tenta di imporci il silenzio; la stessa legge in nome della quale lo Stato si sente in diritto di affamare e derubare le nostre vite. Oppure possiamo decidere di alzare la testa, armando il nostro cuore e proseguendo il percorso intrapreso. Il modo migliore per essere solidali e rispondere a questa repressione è quello di continuare la lotta, non arrendersi e non lasciarsi intimorire.
“La verità è che lo stato ha paura se no non si spiega come faccia a vedere in un collettivo politico questa orribile minaccia”.

CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE, NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE
LE LOTTE NON SI PROCESSANO!!

I soldi raccolti saranno utilizzati per sostenere le spese processuali dei compagni indagati

CENA LUNEDì SERA ORE 21 PRESSO IL NIEVSKI


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