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Chi siamo

Art. 1     –     Chi siamo

Dopo una fase di confronto e di discussione tra compagni che da anni svolgono il loro lavoro militante a Catania, nel 2010  abbiamo deciso di costituirci in collettivo comunista per dare forma organizzata al nostro impegno politico, per costituire un argine alla disgregazione politica dei comunisti, per dare una struttura organizzata alle energie di compagni che hanno deciso di non abbandonare il campo, con l’obiettivo di  raccogliere le forze per superare la fase della frammentazione e della delega alle organizzazioni opportuniste.
Comunista è un termine che per lunghi anni è stato vilipeso, svilito, tradotto nel suo opposto da direzioni politiche opportuniste che hanno indotto, nel comune modo di sentire di larghe masse, il convincimento che i comunisti non sono altro che un’appendice di un preciso schieramento governativo della borghesia.
In Italia tale devastante opera ha radici lontane: dalla svolta di Salerno (1944) in avanti è iniziato un percorso
disastroso che ha smantellato il partito di Livorno, il Partito comunista d’Italia, assumendo strategie, obiettivi, forme organizzate funzionali al mantenimento dell’assetto sociale capitalista.
L’estrazione di plusvalore, derivante dalla spremitura di intere generazioni di proletari, è stata garantita, dopo la caduta dal fascismo e sostanzialmente fino ai giorni nostri, anche dalla complicità di direzioni politiche pseudo-comuniste.
Il modo di produzione capitalista è diventato la cornice assolutizzata in cui si svolgeva la contesa politica, dove l’opposizione parlamentare  ha assunto “il bene della nazione” (cioè gli interessi della classe al potere) come  dogma che non doveva essere messo in discussione.
I figli politici di coloro che hanno accettato di accantonare ogni forma di cambiamento sociale negli anni della Resistenza hanno fatto il compromesso storico, la solidarietà nazionale, hanno sostenuto “l’ombrello protettivo” della Nato, la legge Reale, i reazionari di Solidarnosc in Polonia, hanno smantellato il sindacato di classe ergendosi ad infermieri del sistema, laddove questo mostrava le sue crepe (chi non ricorda il moralismo mellifluo di Berlinguer, che nulla, ma proprio nulla, aveva a che vedere con il cambiamento di questa società ingiusta, profondamente disumana?).
I nipoti politici del togliattismo hanno sostenuto il governo Prodi, i sacrifici imposti da finanziarie antipopolari, hanno avallato, senza batter ciglio, vergogne quali il pacchetto Treu, la legge Turco-Napolitano, i bombardamenti nell’ex-Yugoslavia, il finanziamento delle missioni imperialiste dei militari italiani, solo per citare alcuni esempi paradigmatici.
Non è facile invertire questa deriva rovinosa; ma è assolutamente necessario impegnarsi a fondo per invertire questa  situazione e rilanciare il significato autentico di comunismo. Netta ed inequivocabile deve essere, a tal proposito, la rottura con ogni teoria,  pratica e linea politica  che rappresenti la negazione del comunismo ed abbracci il parlamentarismo e il democraticismo borghese, a partire dal revisionismo del Partito togliattiano, fino ad arrivare ai suoi mediocri epigoni oggi riuniti nella cosiddetta “Lista Tsipras”.
Essere comunisti oggi significa vedere scientificamente che il capitalismo, mentre ha enormemente sviluppato e “socializzato” la produzione, se n’è appropriato privatamente sottomettendola non al soddisfacimento dei bisogni sociali, ma alle leggi proprie del profitto; che il capitalismo si fonda sullo sfruttamento sistematico e crescente del lavoro salariato (la merce-lavoro) ed isola, divide, opprime masse sempre più ampie di giovani, di donne, di proletari privandoli del diritto ad un futuro dignitoso. L’anarchia del sistema capitalista provoca guerre, aggressioni militari, razzismo, crisi devastanti; questo sistema infligge sofferenze bestiali alle masse popolari e si spinge al punto da rendere sempre più vicina e concreta la prospettiva della distruzione di ogni forma di vita sul pianeta.
Il nostro patrimonio teorico si fonda sul pensiero e sul metodo scientifico elaborato da Marx attraverso lo studio degli antagonismi di classe e del loro superamento attraverso la rivoluzione socialista. Il marxismo non è una religione, è un pensiero critico, alieno ad ogni forma di catechismo; è un arma che non mira ad ottenere conversioni al comunismo ma a fornirci le categorie per organizzare il cambiamento rivoluzionario della società. Non a caso Marx parlava di “movimento reale che abolisce lo stato di cose esistente”: un movimento reale che ha davanti a sé un futuro reale, fatto non di vuoti slogan ma di analisi concrete della realtà concreta.
Per essere parte di questo processo occorre impossessarsi e far vivere la nostra teoria, orientare l’azione politica non sulla politica del “giorno per giorno”, ma sulla costruzione di una indissolubile continuità tra teoria e prassi, tra strategia e azione politica concreta.
Partendo dagli insegnamenti di Marx si è sviluppata una storia di cui, da sempre, ci siamo sentiti parte organica: la storia che comprende la Comune di Parigi, la II Internazionale, la fondazione del Partito comunista nel 1921; una storia che ha reso concreto, storicamente possibile il percorso di emancipazione degli sfruttati, che ha reso chiaro che esiste un’altra società possibile basata sulla fine dello sfruttamento, la società socialista.
Questa storia, nella quale ci riconosciamo, va ripresa e rilanciata, ha molto da dirci e da insegnarci per condurre la lotta politica contro il sistema dominante, tirata fuori dal pantano in cui l’hanno gettata distruttive politiche riformiste ed opportuniste.
Per questo abbiamo costituito il collettivo  RED MILITANT, per dare forza organizzata, senza esitazioni né timidezze, alla nostra identità e al nostro ruolo militante di comunisti che non vivono nel chiuso delle segreterie di partito e nei ghetti paralizzanti dei congressi nazionali ma operano nelle lotte concrete, che rappresentano il vero campo di azione su cui si misura la capacità dei comunisti di incidere sulla realtà e di modificarla.
L’attuale, drammatica, situazione politico-sociale, caratterizzata dalla privazione, per milioni di proletari, della prospettiva di una vita degna di essere vissuta, esige la necessità dell’organizzazione comunista e, con essa, uno sforzo e un impegno risoluti da parte di tutti i rivoluzionari.
Il collettivo Red Militant si propone di lavorare per dare alle masse popolari il partito di cui ha bisogno: non un partito di tessere né di correnti, ma un partito di quadri rivoluzionari, un partito pienamente e compiutamente leninista.
Il socialismo e il comunismo, ne siamo certi, non sono slogan di propaganda, ma rappresentano l’unico futuro possibile per l’umanità.
Alla realizzazione di quest’obiettivo dedicheremo come sempre,  il nostro impegno di rivoluzionari.
 
Art.  2   – Condizioni e modalità di adesione e forme di collaborazione

Può  aderire a Red Militant  chiunque ne condivide  le fondamenta teoriche e il programma di massima di cui al punto precedente impegnandosi a sostenerli e ad attuarli, partecipa attivamente alla sua vita e alle sue attività rispetta lealmente questo regolamento ed il dibattito nell’organizzazione.
Tutte le compagne e i compagni iscritti sostengono  Red Militant, contribuendo economicamente alla sua vita, secondo le decisioni adottate dall’assemblea degli iscritti.
Agli iscritti  spetta la definizione della linea politica e degli organismi di Red Militant (voto attivo e passivo); e  la partecipazione attiva al suo dibattito ed alle sue iniziative.
E’ possibile anche che vi siano compagni e compagne che aderiscono al nostro programma o alle nostre campagne d’iniziativa  ma non sviluppano appieno la consapevolezza dell’adesione organizzata a Red Militant.  Il rapporto di collaborazione di questi compagni con Red Militant si configura come un percorso di avvicinamento alla partecipazione piena a convinta all’attività dell’organizzazione. Le compagne e i compagni che collaborano con Red Militant hanno diritto alla  partecipazione alle iniziative, all’informazione sulla sua vita (documenti e materiali di discussione), alla partecipazione con diritto di intervento alle discussioni –  esprimendo la loro opinione con un voto consultivo –  e sostengono economicamente l’organizzazione secondo le loro possibilità con una quota volontaria.

Articolo 3 –  Democrazia interna e unità nell’azione: il centralismo democratico

Il centralismo democratico è la formula che esprime la necessaria centralizzazione organizzativa, da una parte, e la particolare natura della organizzazione comunista, dall’altra.
Il centralismo democratico significa massima democrazia nella formazione delle decisioni e, congiuntamente, massima unità nel momento dell’azione.  L’applicazione di questo principio diritto intangibile dei militanti all’espressione delle proprie posizioni politiche, consente ed incoraggia il confronto collettivo  tra gli iscritti.
Le decisioni si formano a maggioranza degli iscritti e sono vincolanti per tutti i militanti e rappresentano la linea politica di Red Militant all’esterno.
Massima cautela deve essere prestata da parte dei militanti al fine di evitare che, attraverso prese di posizione all’esterno, anche con l’utilizzo di social network, corrispondenze personali, etc. possa arrecarsi danno al collettivo di cui fanno parte.
L’assemblea degli iscritti provvederà a richiamare i compagni affinché si adoperino con correttezza e lealtà. Eventuali provvedimenti disciplinari (sospensione o espulsione) sono adottati solo in presenza di gravi o reiterati comportamenti lesivi del ruolo  e dell’immagine pubblica di Red Militant a maggioranza dei presenti all’assemblea stessa.

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Questo sito è una finestra sul mondo per noi, collettivo di una città relativamente piccola, per diffondere le nostre iniziative e i nostri progetti ma anche per chiunque voglia esprimere il proprio pensiero e condividerlo. Le nostre posizioni e i nostri obiettivi, riassunti nel testo a inizio di questa pagina, si esprimono qui con articoli, manifesti, immagini e quant’altro; per questo è nata una redazione che gestisce il sito e valuta il materiale che perviene per poi metterlo in rete se conforme con le posizioni del collettivo.

Invitiamo pertanto chiunque si trovi in linea con le nostre posizioni e voglia collaborare, a contattarci su info@redmilitant.eu o su facebook.

Ci trovate a Catania, Latina e Bologna.


7 Responses to Chi siamo

  1. antonio says:

    e possibile avere più materiale da voi?

  2. Cari compagni,
    Vi segnalo un cortometraggio di interesse comunista realizzato con i miei allievi di un laboratorio cinematografico gratuito per ragazzi, zero budget, zero maestranze, zero attrezzature professionali.
    HLVS

    http://m.youtube.com/watch?v=lxyPUpmkCRk

    http://www.antoniomalfitano.it/Cortometraggi/Protasov/Protasov.aspx

  3. pierpaolo mariani says:

    MI INTERESSA

  4. Giuseppe Emma says:

    E’ necessario essere atei per aderire al vostro movimento?

  5. vicky says:

    Salve compagni,volevo sapere la vosta opinione ( in sintesi,s’intende) su Stalin e il culto da lui introdotto della personalita’. Cio’ al fine se decidere o no di aderire al movimento.
    Con amicizia.

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