Politica Interna

Published on dicembre 6th, 2012 | by Militant

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“Via Almirante” diventa “Via delle 87 vittime di Niccioleta (fatte massacrare da Almirante)”

Oggi alcuni antifascisti hanno deciso di cancellare il nome della strada vergognosamente intitolata a Giogio Almirante in comune di Tremestieri Etneo per dar risalto al vero volto di questo fetido personaggio che si è macchiato le mani col sangue di centinaia di vite. Così i sindaci vecchi e nuovi e i camerati loro amici ci provano ad intitolare le strade ai loro maestri di violenza, come cani che pisciano per marcare il territorio; sappiano tutti chi sono i riferimenti politici di questi personaggi e di quali crimini si sono macchiati.

Sulle targhe apposte in ricordo dell’assassino fascista sono state affisse delle altre che rinominano la via Giorgio Almirante in “Via delle 87 vittime di Niccioleta fatte massacrare da Giorgio Almirante”.

Infatti, in seguito al “bando Almirante” che imponeva la fucilazione di tutti coloro che rifiutavano di arruolarsi nelle bande nazi-fasciste, furono catturati ed uccisi dalle sue squadre ben 87 operai del paese di Niccioleta colpevoli di non voler essere complici dei vergognosi crimini fascisti.

Un messaggio lo lanciamo anche al sindaco di Catania che si appresta ad approvare una mozione che intitolerà ad Almirante una via cittadina:  dopo 60 anni dalla fine del fascismo, in una Catania ancora martoriata dallo sfruttamento, dalla mafia, da episodi di razzismo e violenza sulle donne, tutti aspetti legati alla subcultura reazionaria, borghese e maschilista del ventennio, noi da fieri e convinti antifascisti non accetteremo mai la scelta simbolica e vergognosa del sindaco di elogiare un così fetido personaggio come Giorgio Almirante.

CONTRO I FASCISTI DI IERI E DI OGGI, CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE: FUORI LE CAMICIE NERE DA QUESTA CITTA’!

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One Response to “Via Almirante” diventa “Via delle 87 vittime di Niccioleta (fatte massacrare da Almirante)”

  1. Un lettore says:

    La strage degli 87 minatori di Niccioleta è uno dei 400 episodi noti di stragi delle SS e della Wehrmacht: da Marzabotto a S. Anna di Stazzema la catena di morte abbattutasi dal ’43 al ’45 prevalentemente su donne, vecchi e bambini (per punire le famiglie i cui uomini si trovavano in montagna e come suprema arma di ricatto) arriva a 15.000 vittime della barbarie.

    Ma un aspetto della vicenda viene pudicamente ignorato dalla pubblicistica “corrente” :
    CHI accompagnava le bestie naziste in cerca di sangue innocente?
    CHI veniva portato al guinzaglio a mò di cani da tartufo, o meglio di maiali da tartufo?
    Chi forniva le liste degli avversari da mandare al macello nel lager, e li accompagnava fino a casa?
    Conosciamo nomi e cognomi: con Giorgio Almirante, centinaia di “bravi ragazzi di Salò” condussero i loro idoli nei luoghi dove dare sfogo alle loro immonde pulsioni.
    Le BANDE NERE organizzate direttamente da Mussolini e dai suoi sgherri ebbero d’altronde attività autonome da quelle dei tedeschi che poco avevano loro da invidiare.
    Per molti di loro con la Liberazione arrivò la giustizia popolare.
    Molti altri, il boia Graziani, il boia Almirante e tanti altri boia meno noti la fecero franca grazie alla considerata amnistia Togliatti.
    Ricordino coloro che inciuciano con le istituzioni nere, da Alemanno a Stancanelli ecc.ecc., che i loro tanti Almiranti, di femminicidi ne hanno dietro le spalle migliaia, e migliaia di infanticidi, e di omicidi di vecchi inermi.
    Chi permette a questa immonda gentaglia di rifarsi una verginità, lo faccia pure, ma ricordi bene:
    E’ COMPLICE.

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