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Published on ottobre 18th, 2015 | by Militant

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Al fianco di chi lotta in Palestina #Intifada dei coltelli

intifada dei coltelliLa chiamano “intifada dei coltelli” o Terza intifada ma comunque la si chiami è uno dei momenti di massima espressione di questi ultimi anni della rabbia e forza di un popolo che da oltre 70 anni subisce le violenze dei governi sionisti israeliani. Ancora una volta a scendere per strada intere generazioni di giovani e giovanissimi che, al fianco dei più grandi, lottano per la propria libertà.
Esploso all’inizio di ottobre 2015 il nuovo movimento spontaneo sta coinvolgendo migliaia di persone nei territori palestinesi e israeliani. Il conflitto vede fino ad oggi (17.10.15) 7 israeliani uccisi e 44 palestinesi a riprova ancora una volta dello squilibrio di forze tra le due parti e della violenzaFB_IMG_1445150872346 con cui Israele reprime i movimenti palestinesi che chiedono innanzitutto una terra in cui vivere in pace.
Vogliamo sottolineare ancora una volta come i media ufficiali stravolgano la realtà facendo passare i palestinesi, vittime da decenni di una sistematica operazione di sterminio, per terroristi e gli israeliani come i perseguitati.
Gli strumenti per far sentire la nostra voce ci sono: in tutto il mondo a migliaia sono scesi nelle piazze per sostenere le lotte palestinesi, il nostro sito web e quello di tante organizzazioni sensibili alla causa del popolo palestinese sono sempre a disposizione per fare controinformazione e come punto di partenza per creare comitati di solidarietà cittadini e da anni si porta avanti la campagna di boicottaggio di Israele che ha contribuito a far parlare della questione e ha portato a dei reali danni all’economia israeliana.

Chiediamo a gran voce insieme ai palestinesi in lotta lo stop dell’espansione delle colonie israeliane sui territori palestinesi; la fine dell’embargo sula Striscia di Gaza continuamente bombardata e quasi sempre priva di medicinali, acqua, elettricità, materiali da costruzione; la possibilità per i profughi palestinesi di tornare nelle proprie terre; la libertà di circolazione dei palestinesi, oggi fortemente compromessa dai continui controlli cui gli arabi sono sottoposti e dal “muro della vergogna” che separa per oltre 700 Km le colonie israeliane, gli ospedali e i pozzi d’acqua dai territori in cui vivono segregati i palestinesi cui è sostanzialmente vietato oltrepassare il muro; la libertà per gli oltre 250 bambini palestinesi chiusi nelle carceri israeliane insieme ai criminali “ordinari”.

OGGI COME IERI: PALESTINA LIBERA!
ISRAELE ASSASSINO!

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