Comunicati

Published on gennaio 24th, 2016 | by Militant

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CT: Blitz alla manifestazione delle “Sentinelle in Piedi”

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Stesso amore, stessi diritti!
Comunicato dei gruppi catanesi contro le Sentinelle In Piedi e l’omofobia.

Sabato 23 gennaio, alle ore 18:00, in Piazza Università si è svolta una manifestazione delle Sentinelle In Piedi, un gruppo che, con il pretesto di voler difendere la famiglia tradizionale, propaganda l’omofobia e l’odio per il diverso.

I collettivi Spedalieri, Marchesi, P. Umberto, l’Unione degli Studenti e Red Militant hanno fatto un biltz in p.zza Università per contestare la manifestazione omofoba delle sentinelle strettamente protetta da un servizio d’ordine di fascisti e polizia. Nonostante le minacce e grazie al supporto di tanti passanti solidali con l’azione, si è riusciti a fare un volantinaggio di massa in piazza, ad aprire uno striscione con scritto “Stesso amore, stessi diritti! Stop omofobia” cui sono seguiti degli interventi dei presenti per denunciare le reale natura razzista, fascista, omofoba e discriminatoria che si nasconde dietro lo pseudo-movimento cattolico integralista delle Sentinelle. Successivamente ci si è uniti alla manifestazione del movimento LGBT in p.zza Stesicoro per proseguire la lotta insieme.

Lottiamo affinché ognuno possa vivere le proprie passioni senza rimanere ostaggio del bigottismo o vittima di discriminazione e violenza omofoba e avere la garanzia del riconoscimento dei diritti sociali del coniuge e di un welfare universale per l’emancipazione di tutte e tutti. Non si tratta di aspetti settoriali, né delle rivendicazioni per una parte della nostra società, ma elementi decisivi per ottenere una società più eguale nei diritti civili, come anche in quelli sociali.
I movimenti del family day e primi tra tutti le sentinelle in piedi, tra i quali spiccano gruppi ultracattolici, fascisti e reazionari, hanno sempre cercato di far apparire queste lotte sociali come un attacco all’idea della famiglia, definita tradizionale, costruendovi attorno una teoria del complotto e imponendo la loro visione del mondo a tutti noi. Questi gruppi, cercando di far apparire la loro come una libertà di espressione, vogliono far passare i loro messaggi d’intolleranza mista a moralismo e manifestano per privare altri individui di legittimi diritti.

Riteniamo che il diritto all’intolleranza che questi gruppi rivendicano sia assurdo e barbaro e che la loro manifestazione politicamente corretta sia di fatto improponibile in uno stato che deve garantire la parità di diritti a tutte le minoranze che compongo la sua cittadinanza, al di là della razza, della religione o dell’orientamento sessuale. Uno stato che non garantisce questi diritti di base non è uno stato democratico, ma oppressore e in tutto questo le istituzioni non solo sono indifferenti, ma anche complici.
Crediamo che un intervento nelle scuole in materia di educazione sessuale sia fondamentale. Educazione sessuale che ancora non è stata introdotta nei programmi scolastici e che viene osteggiata da chi vorrebbe che questi argomenti rimanessero tabù. La conoscenza sulla sessualità da una parte rappresenta uno strumento di sviluppo personale nell’autodeterminazione della propria vita affettiva e sessuale sia con consapevolezza e libertà e dall’altra permette lo scardinamento degli stereotipi sociali di genere, gettando le basi per una società in cui l’esclusione sociale e la violenza di genere non sono tollerate.
Abbiamo il bisogno di una vera e propria risposta di popolo che, oltre al supporto della libertà di orientamento sessuale e della volontà di autodeterminazione affettiva, pratichi una battaglia di tutte e tutti contro l’odio verso le minoranze.

il Ddl Cirinnà può costituire un passo in avanti rispetto allo stato di cose attuali, ma non è la legge che i movimenti che vanno contro le discriminazioni sessuali chiedono da tempo, né rappresenta per noi un avanzamento decisivo per l’affermazione della piena eguaglianza delle famiglie e per i diritti degli individui. Non possiamo permetterci di annacquare le nostre rivendicazioni o di legittimare con un consenso indiretto il gioco al ribasso sui diritti LGBT portato avanti dal Governo e dal Partito Democratico

Chiediamo pieni diritti per tutte le famiglie, per un profondo cambiamento sociale e culturale, attraverso la promozione dei saperi e degli studi di genere, l’estensione del concetto di famiglia oltre gli schemi tradizionali, il ripensamento del welfare in ottica universale, perché nessuno sia più vittima di esclusione sociale e di discriminazioni.

Stesso amore, stessi diritti, basta omofobia, basta ipocrisia!

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