Politica

Published on ottobre 24th, 2013 | by Collettivo Red Militant

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Generazioni senza futuro ( in questa società)!

Abbattiamo il potere senza richieste o compromessi!

 

La legge marxiana sulla miseria crescente non manca di produrre, nel cuore dell’Occidente, continue conferme empiriche.

Il numero degli indigenti è aumentato del 47% in cinque anni, raddoppiato negli ultimi sette anni.

Gli unici ad avere un futuro, in questa società in putrefazione, sono gli psichiatri che si occupano delle forme di depressione sempre più diffuse che attraversano larga parte della società e colpiscono soprattutto i più giovani. Gli psicofarmaci aumentano le vendite, palliativi che rappresentano l’unica “barriera” per far fronte alla deriva dove si vive nella perenne incertezza del lavoro che diventa un miraggio inafferrabile.

Mentre preti e sindacalisti, politicanti del blocco nazionale al governo ci parlano di centralità del lavoro, il sistema capitalistico lo ritiene semplicemente superfluo, inutile perché non in grado di assicurare plusvalore.

Il capitalismo ci mostra la strada della società futura, non serve spaccarsi la schiena per dodici e più ore al giorno, né suicidarsi per mancanza di lavoro; in una società senza capitalismo la liberazione del tempo di lavoro sarà tempo di vita guadagnato.

Ma nella società attuale non ci sono vie d’uscita. Il capitalismo non riesce a trovare soluzioni efficaci contro la povertà e la miseria crescente semplicemente perché ad esso miseria e povertà sono pienamente funzionali ed anzi indispensabili.

Ancora ci parlano, tutti in coro, da Napolitano a Squinzi, di “aumento della produttività”. In una società in profonda crisi proprio per la recessione dovuta all’aumento di produttività (e alla conseguente impossibilità di valorizzazione del capitale) oggi ci dicono che per stare bene, per “mantenere i livelli di vita” occorre peggiorarli, facendosi sfruttare di più ed in silenzio.

Sarebbe davvero il caso che la si finisse con le proteste ben educate e rassicuranti, promosse “con il consenso delle superiori autorità” (Engels) e si cominciasse davvero a comprendere che non si deve “chiedere” al potere, ma abbatterlo, radicalmente e senza compromessi.

L’impegno a lottare non si conclude certo con i cortei dei giorni scorsi, ma deve proseguire e organizzarsi, deve diventare coscienza comunista.

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