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Published on ottobre 15th, 2011 | by Militant

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Per riprendere la marcia!

Dopo una fase di confronto e di discussione svolta tra compagni che da anni svolgono il loro lavoro militante in questa città, abbiamo deciso di costituirci in collettivo comunista per dare forma organizzata al nostro impegno politico, per superare la fase della frammentazione e della delega alle organizzazioni opportuniste.

Comunista è un termine che per lunghi anni è stato vilipeso, svilito, tradotto nel suo opposto da direzioni politiche opportuniste che hanno indotto, nel comune modo di sentire di larghe masse, il convincimento che i comunisti non sono altro che un’appendice di un preciso schieramento governativo della borghesia.

Non è facile invertire questa deriva rovinosa; ma è assolutamente necessario impegnarsi a fondo per invertire questa situazione e rilanciare il significato autentico di comunismo.

Essere comunisti oggi significa vedere scientificamente che il capitalismo, mentre ha enormemente sviluppato e “socializzato” la produzione, se n’è appropriato privatamente sottomettendola non al soddisfacimento dei bisogni sociali, ma alle leggi proprie del profitto; che il capitalismo si fonda sullo sfruttamento sistematico e crescente del lavoro salariato (la merce-lavoro) ed isola, divide, opprime masse sempre più ampie di giovani, di donne, di proletari privandoli del diritto ad un futuro dignitoso. L’anarchia del sistema capitalista provoca guerre, aggressioni militari, razzismo, crisi devastanti; questo sistema infligge sofferenze bestiali alle masse popolari e si spinge al punto da rendere sempre più vicina e concreta la prospettiva della distruzione di ogni forma di vita sul pianeta.

Il nostro patrimonio teorico si fonda sul pensiero e sul metodo scientifico elaborato da Marx attraverso lo studio degli antagonismi di classe e del loro superamento attraverso la rivoluzione socialista. Il marxismo non è una religione, è un pensiero critico, alieno ad ogni forma di catechismo; è un arma che non mira ad ottenere conversioni al comunismo ma a fornirci le categorie per organizzare il cambiamento rivoluzionario della società. Non a caso Marx parlava di “movimento reale che abolisce lo stato di cose esistente”: un movimento reale che ha davanti a sé un futuro reale, fatto non di vuoti slogan ma di analisi concrete della realtà concreta.

Per essere parte di questo processo occorre impossessarsi e far vivere la nostra teoria, orientare l’azione politica non sulla politica del “giorno per giorno”, ma sulla costruzione di una indissolubile continuità tra teoria e prassi, tra strategia e azione politica concreta.

Partendo dagli insegnamenti di Marx si è sviluppata una storia lunga 160 anni che ha reso concreto, storicamente possibile il percorso di emancipazione degli sfruttati, che ha reso chiaro che esiste un’altra società possibile basata sulla fine dello sfruttamento, la società socialista.

Questa storia, nella quale ci riconosciamo, va ripresa e rilanciata, ha molto da dirci e da insegnarci per condurre la lotta politica contro il sistema dominante, tirata fuori dal pantano in cui l’hanno gettata distruttive politiche riformiste ed opportuniste.

Netta ed inequivocabile deve essere, a tal proposito, la rottura con ogni teoria, pratica e linea politica che rappresenti la negazione di questo patrimonio ed abbracci il parlamentarismo e il democraticismo borghese, a partire dal revisionismo del Partito togliattiano, fino ad arrivare ai suoi mediocri epigoni, rappresentati ieri da Rifondazione e dal PdcI, oggi dalla Federazione della Sinistra e da Sinistra e Libertà.

Su queste basi chiamiamo al confronto i compagni che sono interessati a rilanciare la presenza organizzata dei comunisti a Catania; un compito sicuramente non semplice, ma che rappresenta in senso profondo del nostro impegno politico. Per questo abbiamo costituito un collettivo comunista a Catania e l’abbiamo chiamato RED MILITANT, per dare forza organizzata, senza esitazioni né timidezze, alla nostra identità e al nostro ruolo militante di comunisti che non vivono nel chiuso delle segreterie di partito e nei ghetti paralizzanti dei congressi nazionali ma operano nelle lotte concrete, che rappresentano il vero campo di azione su cui intendiamo si misura la capacità dei comunisti di incidere sulla realtà e di modificarla.


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