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Published on dicembre 7th, 2013 | by Militant

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Forconi, Grillo e fascisti. I comunisti imbavaglino le sirene ingannatrici

E’ senza dubbio un periodo in cui la coscienza di classe è assopita nel nostro paese e in generale in Europa. I partiti “comunisti”, che hanno deciso di abbandonare il marxismo-leninismo, ideologia “vecchia”, in nome di obiettivi politici più “moderni” che si concentrano solo sui diritti civili di determinate fasce della popolazione e di una opportunista caccia al seggio, lasciano un vuoto che oggi rischia di essere pericolosamente riempito da ambigue organizzazioni che si muovono attraverso slogan vaghi e orecchiabili. “Ci sono troppe sirene che cantano le canzoni fallaci della perdizione. Bisogna educare il proletariato, ma bisogna anche imbavagliare le sirene” A.Gramsci. Le mobilitazioni di questi giorni indette dal cosiddetto “comitato 9 dicembre” possiedono tutti i connotati per essere definite “sirene” per la popolazione e per i lavoratori. Moltissimi conoscono già i collegamenti tra i soggetti che stanno scendendo in piazza e che hanno  dichiarato il blocco del paese con le vari partiti e associazioni fasciste. Per riassumere i promotori di tale manifestazione sono i componenti della Lega della terra, che è un’associazione collaterale di Forza nuova. L’attuale presidente è Daniele Spairani, l’ex coordinatore del partitino di Roberto Fiore a Pavia. Un paio di mesi fa, al raduno di Legnago, il 27 settembre, l’intervento principale non a caso era stato tenuto proprio dal segretario nazionale di FN. Fra le associazioni intervenute spiccavano: Christus Rex, l’Associazione Evita Peron, Destra Futuro, Generazione Identitaria. Il piano per l’agricoltura elaborato dalla Lega della terra è denominato “Piano Fenice”, dal simbolo de la Fenice, caro a tutti i neofascisti, già utilizzato dai colonnelli golpisti in Grecia nel 1967. Tra loro vi è anche il movimento dei forconi, che si era già fatto sentire due anni fa in Sicilia e il cui leader, Martino Morsello, poi si candidò alle elezioni con forza nuova.

Una delle caratteristiche di queste manifestazioni molto “opache” è il dichiararsi apartitiche. L’obiettivo è chiaro: accaparrarsi le simpatie di quella enorme fetta di italiani che ormai, giustamente, disprezzano la classe politica italiana e le loro pratiche; prova ne è la percentuale di astensionisti in netto aumento. Obiettivo principale dei sinceri comunisti deve essere quello di organizzarsi e organizzare le lotte della classe sfruttata in senso anticapitalista e in direzione di una vera RIVOLUZIONE socialista spazzando via i partiti revisionisti e riformisti che hanno gettato per anni discredito sulla parola “comunismo”.

“Sovranità nazionale” e  “unità di tutto il popolo” sono le parole d’ordine di chi sta scendendo in piazza in questi giorni facendo un gioco di ambiguità preciso: ampio spazio di manovra e massimo del consenso. Si tratta di concetti abusati sopratutto dalle organizzazioni fasciste per riproporre concetti nazionalistici e patriottici in cui il popolo sarebbe un’ unica massa indistinta, unita da un legame di sangue che sta al di sopra di qualsiasi altra divisione sociale, in primis quella di classe. Non più scontro tra sfruttati e sfruttatori, tra lavoratori e padroni ma unità di tutte le classi. A chi può far comodo questa impostazione se non ai padroni che così si vedono tutelati? Ecco spiegato anche l’atteggiamento delle forze dell’ordine che si sono mostrate così pacifiche con i manifestanti; nessun bisogno di manganelli nei confronti di chi non rappresenta un pericolo per la classe dirigente e i politici ma anzi una valvola di sfogo controllata delle tensioni sociali accumulate negli anni. Lottiamo per l’unità di classe di tutti i lavoratori e gli sfruttati in nome di uno stato che non sia semplicemente fuori dall’UE ma che abbia i mezzi di produzione, le fabbriche, in mano a chi ci lavora!

Il saccheggio ideologico è il risultato dell’ombra che si estende su questi soggetti e sui loro fini. Basti pensare all’enorme confusione che creano attorno a se usando una terminologia da sempre appartenuta alla sinistra (“anti-imperialismo”, “rivoluzione”, “anticapitalismo” o “nazionalizzazione delle banche”) arrivando anche a citare una frase di Pertini «Quando un governo non fa ciò che dice il Popolo, va cacciato via con mazze e pietre!». Tale confusione e l’uso di concetti vaghi e perfettamente condivisibili da chiunque sono la loro forza e vanno smascherati con ogni mezzo.

In fine ecco che le nostre conclusioni trovano conferma nelle parole di un’organizzatore dell’evento del 9 Dicembre, Danilo Calvani dirigenti dei Comitati riuniti agricoli. Calvani spiega così gli obiettivi: «Blocco ad oltranza delle attività produttive e dei trasporti in tutta Italia fino a quando non si dimette l’intero Parlamento ed anche il Presidente della Repubblica». Poi, spiega: «Vi sarà un periodo transitorio in cui lo stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell’ordine trascorso il quale si procederà a nuove votazioni». Ossia i Militari al potere!

Il golpe non ha niente di comunista, i comunisti sono rivoluzionari, non golpisti e i regimi militari sono esclusiva fascista e diretta dall’alto, per ingabbiare la rabbia popolare e dirigerla dove la borghesia vuole che vada.

Oggi, come ieri, dobbiamo non solo contribuire all’educazione dei lavoratori contro queste sirene ingannatrici ma anche imbavagliarle ed impedire che avvelenino nuovamente la popolazione e la loro giusta rabbia e voglia di cambiamento.

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