Politica Estera

Published on ottobre 14th, 2012 | by Militant

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Venezuela: una vittoria contro la borghesia e l’imperialismo

Le recenti consultazioni elettorali in Venezuela hanno comportato una pesante battuta di arresto per i progetti dell’imperialismo statunitense e delle forze reazionarie in Venezuela. L’Alca, l’Accordo per il Libero Commercio delle Americhe, voluto da Bush, troverà ancora una volta un ostacolo insormontabile alla sua piena realizzazione. La rielezione di Chavez è espressione del bisogni di liberazione sociale delle masse popolari dell’America Latina che hanno subito, da sempre, uno sfruttamento bestiale, garantito dall’intreccio criminale tra Chiesa cattolica, latifondisti, multinazionali e imperialismo internazionale. Tuttavia non bisogna farsi illusioni sull’irreversibilità del processo trasformatore, di liberazione sociale delle masse oppresse da anni in atto nel paese latinoamericano.

Lo stesso Chavez in tutti questi anni è prigioniero di una notevole confusione ideologica e dell’incapacità di porre fine, in maniera risoluta, all’arroganza padronale. Anche dopo il trionfo elettorale, da un lato ha affermato che “la nostra proposta è il socialismo. La gente ci ha votato per questo, per il nostro progetto economico, politico e sociale. I poteri forti, i grandi media internazionali considerano disdicevole e vergognosa la parola socialismo. Salvo poi essere obbligati a camuffare i propri progetti neoliberisti per ottenere voti.” Parole sacrosante. Cui fanno da contraltare la subalternità verso Obama (“se fossi cittadino americano voterei per lui”, ha affermato Chavez) l’incapacità di prendere provvedimenti decisivi contro i latifondisti e le multinazionali, l’apertura post-elettorale all’opposizione conservatrice dietro lo slogan della “riconciliazione nazionale”, fino all’immancabile richiamo alla “Vergine del Rosario” (sic!).

Non si tratta di elementi marginali, ma della essenza stessa del chavismo, conteso tra elementi di progresso sociale e residui di una mentalità pericolosamente compromissoria, destinata a minare le fondamenta stesso delle conquiste sociali dell’ultimo decennio.

Davanti a Chavez nei prossimi anni si prospetta la necessità di sconfiggere le forze reazionarie o essere, a sua volta, rovinosamente sconfitto. Davvero non ce lo auguriamo perché in gioco ci sono i destini ( e la sussistenza) di milioni di proletari, non solo in Venezuela ma in tutta l’America Latina.

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