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Published on novembre 8th, 2013 | by Militant2

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Svegliatevi e insorgete!

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Non è un suicidio, è un omicidio.

In tempi di crisi il capitalismo rinforza il suo potere oppressivo e concede sempre meno spazio a quella falsa libertà con cui ama coprirsi il volto. E’ la tragica inevitabilità del capitalismo, in cui la produzione incessante provoca un estremo bisogno di smerciare prodotti che i lavoratori non possono più comprare. La classe politica, necessariamente legata alle sorti dello stato capitalista, deve privare tutta la classe piccolo-borghese dei pochi privilegi che fino a poco tempo fa le aveva consentito di differenziarsi dal proletariato. L’aristocrazia lavoratrice, che negli anni 90′ ha trovato un periodo dorato, in cui si beava di essere tra i fortunati del sistema e vero motore dello stato, oggi si ritrova declassata e lo spettro della miseria le si accosta appresso sempre di più. L’illusione del capitalismo libero che porta benessere a tutti è stata una allucinazione che sta svanendo. Il potere dello stato si fa quindi sempre più duro: ad ogni manifestazione contro un privilegio negato, oppone le forze del suo ordine contro le stesse frange popolari che, prima, aveva ingrassato. Questa opposizione di classe si farà sempre più dura, finché la borghesia, la classe che tiene in mano le industrie e la finanza nel paese, non deciderà di nominare un contropotere da lei stessa organizzato, che possa sostituire il guscio apparentemente democratico, con uno coercitivo e libero di sciogliere lo stato da tutti quei vincoli che una scomoda democrazia gli impone.

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Tutori del dis-ordine e dello sqilibrio sociale rincorrono un manifestante in Grecia.

In Grecia assistiamo al preludio di ciò che avverrà un giorno in Europa, dopo aver sottratto tutti i diritti possibili alla classe dei lavoratori, dopo che sarà montata la rabbia dei declassati, che manterranno una mentalità piccolo borghese, si sosterrà una nuova forza oppressiva poliziesca e paramilitare che sostituisca la maschera democratica, con quella della dittatura di classe chiaramente espressa. In Ungheria è già avvenuto: il potere repressivo ha cambiato la costituzione e criminalizzato i partiti scomodi, affermando che la nazione non si sarebbe sottomessa alle banche, ma rimanendo sotto il regime capitalista. In Francia il Fronte Nazionale preme sulle aspirazioni dei declassati e si fa largo per poter condurre una politica capitalista alternativa a quella dell’UE, per il bene del paese, o per togliere il terreno da sotto i piedi di possibili rivoluzionari. Compito dei comunisti in tutti i paesi europei è l’organizzazione del proletariato e della classe dei lavoratori, la presa di coscienza del fatto che il capitalismo sta affilando le sue armi ed è pronto a puntarle contro chi sarà disposto a minacciare il suo potere. Le masse popolari disorganizzate non potranno fermare l’ondata reazionaria che si abbatterà sul continente, ed anzi il rischio è che le sue forze siano usate dalla stessa classe dirigente, quella industriale e nazionale, per fermare qualsiasi vera rivoluzione sul nascere, così com’è successo in Egitto. L’organizzazione dei lavoratori, che si devono mettere alla testa delle lotte, che precederanno il momento decisivo in cui lo stato non potrà più mantenersi democratico, è necessaria per impedire il golpe borghese e instaurare il socialismo. La mentalità piccolo-borghese dei declassati non va agevolata e nutrita con proposte di alleanze interclassiste, piuttosto bisogna che questi rinuncino a qualsiasi pretesa di privilegiati tra i lavoratori e decidano di combattere contro chi gli ha fatto credere che potessero mantenersi in posizione intermedia tra classe dominante e classe sfruttatrice.

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Uno dei tanti……servi del PADRONE!

La borghesia gioca su due fronti, quello globalizzatore e delocalizzatore e quello patriottico e che fa leva sui sentimenti nazionalisti presenti. Da una parte spinge i lavoratori ad adeguarsi ad un regime di lavoro senza garanzie e uniformato in tutta Europa; dall’altro aizza l’odio verso i lavoratori che sono stati costretti ad emigrare in Italia e adeguarsi alle vessazioni loro imposte; prima apre il proprio mercato alle aziende ed ai prodotti che provengono da ogni parte del globo, poi si barrica dietro la rivendicazione di privilegi per le aziende ed i prodotti del proprio paese; così una via di fuga sarà sempre aperta e il giorno in cui la situazione potrà precipitare, una nuova maschera sarà pronta per non far riconoscere la sua vera natura dal popolo in rivolta e anzi per condurlo su una via a lei gradita. I comunisti devono spingere verso l’unione di classe ed impedire queste divisioni che vengono appositamente create per ridurre la sua forza. I comunisti, sono i rappresentanti della classe, che ad oggi è ancora, anche se con modificazioni formali, ma non sostanziali, la base della società moderna, quella dei lavoratori. Questi devono spiegare ai giovani delle scuole e delle università che il futuro è il socialismo, devono far risvegliare lo spirito di classe che il capitalismo aveva assopito e confuso in un enorme niente, chiamato unità di tutti gli sfruttati. Oggi siamo in lotta aperta, la lotta della classe borghese contro la classe proletaria, ben lungi da essere una reminiscenza ottocentesca, se il proletariato non si renderà conto di questo, perché crederà alla menzogna che il socialismo è morto e la lotta di classe un mito, rischierà di scivolare sempre più verso l’inevitabile abbrutimento e la barbarie sociale.

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Riprendiamoci le nostre VITE!

Le parole d’ordine dei comunisti devono essere Organizzazione, Liberazione sociale, Rivoluzione.


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One Response to Svegliatevi e insorgete!

  1. ciro says:

    Si tratta di un ottimo articolo

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